Anno 5, nr. 1, Febbraio 2004
In questo numero:

Osservate per qualche secondo la fotografia che pubblichiamo in questa pagina. Prendetevi 5 secondi di tempo. Non è una fotografia qualsiasi. E’ un emblema. In un SOLO scatto sono racchiusi 9 anni di Amministrazione Comunale.
Quello che vedete è l’unico albero superstite di via Runces. Ve la ricordate via RUNCES ? Nelle pagine interne ve ne parleremo più diffusamente. Ora vogliamo soffermarci sulla tristezza e desolazione di questo albero.
Fino a pochi giorni fa, questo albero non era solo, costituiva insieme ad una fila di un paio di chilometri una lunga siepe, composta da migliaia di alberi ed arbusti. Era situato ai bordi di una stradina di campagna, lungo la quale ogni giorno dell’anno era possibile incontrare coppie di pensionati che facevano la loro passeggiata, famiglie a passeggio con i bambini, giovani e meno giovani atleti che facevano la loro quotidiana corsa a piedi o in bicicletta in mezzo alla natura, godendosi l’ombra rinfrescante d’estate ed i colori delle foglie in autunno.
Era l’ultimo pezzo di natura rimasto a Roveredo, per fare una passeggiata in mezzo al verde.
Ora non c’è più nulla. Fra qualche settimana sarà tutto asfaltato, fra qualche mese e qualche anno a destra ed a sinistra di questo desolato nastro d’asfalto ci saranno solo cemento e condomini.
Ma tutto ciò non è successo per caso, tutto ciò è stato voluto. Le ruspe che hanno sradicato migliaia di alberi non sono capitate lì per caso.
Qualcuno ce le ha mandate. Sono gli stessi che in 9 anni hanno distrutto quasi ogni spazio verde che potevano distruggere, sono gli stessi che hanno approvato centinaia di migliaia di metri cubi di cemento.
E’ il PARTITO DEL CEMENTO.
Alcuni accusano il DELFINO di essere spesso troppo duro nella critica di questa Amministrazione.
Guardate quest’albero, con le radici spezzate e scoperte, e chiedetevi se tanta durezza era inutile e superflua o se aveva una ragione. Chiedetevelo per un momento e datevi da soli una risposta.
Ma chi glielo ha detto a vicesindaco e sindaco che i Roveredani volevano vivere nel cemento, nell’asfalto, soffocati dal traffico ?
Chi glielo ha detto ?
Con molto ritardo anche due assessori su quattro, anche una consigliera comunale, dicono di aver capito che questa è l’Amministrazione del cemento. Con molto ritardo si sono dimessi o sono stati dimessi. Troppo tardi amici. E’ inutile chiudere le porte della stalla quando i buoi sono fuggiti. I danni che questi due pessimi amministratori hanno arrecato al paese non sono in buona parte più riparabili. Dove è stato asfaltato e cementificato non si può fare più nulla. Dove è stato fatto il deserto non ricrescono più gli alberi.
Per ironia della sorte, rimane però una testimonianza, rimane
L’ALBERO DELLA MEMORIA.
Le due testoline, non rendendosi probabilmente neanche conto di quello che facevano, hanno voluto, con la solita demagogia, lasciarlo in mezzo alla carreggiata stradale a testimonianza del loro rispetto per l’ambiente !!!!.
Meglio avrebbero fatto ad eliminare anche quest’ultimo residuo di verde, avrebbero per lo meno distrutto le prove.
D’ora in poi saranno invece ricordati anche per l’ ALBERO DELLA MEMORIA.
La memoria del verde che prima c’era ed ora non c’è più.
Ora c’è solo asfalto e cemento
Lo stradone di via Runces. Sulla destra dove vedete gli alberi sorgerà una delle nuove lottizzazioni
Siamo ormai giunti a fine legislatura ed è tempo di bilanci. E’ tempo che riassumiamo insieme con voi la storia della CIRCONVALLAZIONE RUNCES.
Quattro anni fa, dopo aver raccolto 500 firme, in rappresentanza di 1.200/1.300 cittadini avevamo chiesto a questa Amministrazione che via RUNCES non venisse trasformata in una CIRCONVALLAZIONE.
Noi eravamo e siamo consapevoli dei problemi che l’intenso traffico che attraversa il paese arreca a tutta la popolazione ed in primo luogo a coloro che abitano in via XX Settembre ed in via Mazzini.
Il problema doveva e deve essere risolto, ed una opportunità per risolverlo c’era.
Come tutti sapete la Provincia stava progettando la CIRCONVALLAZIONE OVEST che lambirà il paese a sud (via IV Novembre). Quella era l’occasione giusta per fare in modo che un intelligente tracciato ai margini del paese convogliasse tutto il traffico di passaggio fuori dal centro di Roveredo.
Per fare questo era però necessario che l’Amministrazione Comunale interagisse con la Provincia per studiare un percorso non troppo vicino all’abitato, né troppo lontano, in modo da rappresentare una vera alternativa per gli automobilisti di passaggio. Tutto questo non è stato fatto, peggio ancora, l’idea non ha nemmeno sfiorato la testa dei nostri amministratori. Non servivano dei geni, servivano dei normali amministratori dotati di un minimo di lungimiranza e buonsenso, come in tutti i paesi normali, per capire che il traffico è bene tenerlo fuori dalle zone residenziali.
Lo si fa in tutto il mondo.
Ai nostri amministratori (vicesindaco e sindaco) interessava invece qualcos’altro.
Il loro problema non era come tenere il traffico fuori da Roveredo, il loro problema era come concedere ancora nuove lottizzazioni.
Fu con questa logica che fecero nascere la CIRCONVALLAZIONE RUNCES, una strada non voluta dai cittadini ma che a tutti noi costerà 2,5 miliardi di lire.
Invece di portarlo fuori dal paese il traffico veniva portato all’interno, vanificando così l’utilità della CIRCONVALLAZIONE OVEST della Provincia.
Questo abbiamo denunciato 4 anni fa.
Questo era quello che la gente non voleva.
Ricorderete tutti quanti l’infuocato Consiglio Comunale in cui il sindaco si rifiutò di dare la parola ai cittadini. Ricorderete tutti quanti i rabbiosi manifesti che in una sola notte tappezzarono Roveredo contro l’Amministrazione Provinciale che negando gli accessi a Nord e a SUD (come richiesto al DELFINO) di fatto bloccavano la CIRCONVALLAZIONE RUNCES.
Ma in questi 4 lunghi anni il duo (vicesindaco e sindaco) ha fatto di tutto per fare e completare questa strada, riuscendoci in buona parte.
Quattro anni fa denunciavamo su questo stesso Notiziario che questa strada aveva una sola giustificazione: fare nuove lottizzazioni.
Questa è sempre stata l’unica e vera giustificazione di questa strada, tutto il resto è fumo. Ma se 4 anni fa potevamo non essere creduti oggi ci sono le prove.
Con l’ultima Variante in Consiglio Comunale sono state approvate altre lottizzazioni per 88.000 metri quadrati ( 9 campi da calcio).
Questo significa altre centinaia di appartamenti e quindi, centinaia di nuovi abitanti e di nuove auto.
La maggior parte di questi 88.000 metri quadrati sono su via RUNCES e vanno ad aggiungersi ai 48 appartamenti della “case popolari”, quelle del CIUCCIO DA MEZZO MILIARDO che vi avevamo descritto nell’ultimo numero.
Vanno ad aggiungersi alle decine di appartamenti che una società privata sta costruendo vicino alle “case popolari” sempre su via RUNCES.
Palazzine dei privati adiacenti alle case popolari
La rete rossa delimita lo spazio dove sorgeranno le case popolari
Questa strada, nella logica del PARTITO DEL CEMENTO che ci amministra diventerà tutta un’enorme lottizzazione. Andrà ad aggiungersi agli altri 163.000 metri cubi di cemento del centro storico approvati negli ultimi anni, per un giro di affari di 140/150 miliardi di lire (vedi numero 1 del febbraio 2002 del DELFINO).
Ai vecchi 150 miliardi ora si aggiungeranno altri 80 miliardi circa delle nuove lottizzazioni di via RUNCES.
Per il PARTITO DEL CEMENTO i miliardi sono diventati ormai come le noccioline, non ci fanno più caso.
Vi preghiamo di considerare che quanto sopra citato sono solo le colate di cemento più importanti approvate negli ultimi anni, ma ci sono anche tante altre costruzioni di minore importanza che per ragioni di spazio non nominiamo. Questa volta non vogliamo scendere nei dettagli dei numeri, perchè sono stati ampiamente illustrati sulla stampa locale, e vi faremmo solo perdere tempo.
Ma la cronaca del ridicolo teatro a cui abbiamo assistito riteniamo giusto farvela conoscere
IL TEATRO DEI PUPI
Anche questa volta al momento del voto in Consiglio Comunale non è mancata la solita rappresentazione fra i consiglieri della maggioranza di molta confusione, poca chiarezza e molta improvvisazione
La variante che è stata approvata infatti, riguardava anche le proprietà di 2 consiglieri comunali.
Abbiamo dunque nuovamente assistito ai consiglieri che dovevano uscire perchè non potevano votare. Poi però dovevano rientare perchè altrimenti la votazione non sarebbe stata valida. Insomma, un viavai di consiglieri in conflitto di interesse.
Dentro fuori, fuori dentro e via così.
Hanno dovuto perfino inventarsi un subemendamento per far rientrare un consigliere che non poteva votare, essendo conivolta una sua proprietà.
Se non votava, il voto non era valido, quindi doveva rientare. Ma se rientrava non poteva votare. Ed eccoti il subemendamento.
UN VERO SPETTACOLO
In questi 9 anni di amministrazione 5 persone su 11 tra consiglieri comunali ed assessori della Maggioranza son dovuti uscire dall’aula per conflitto di interessi.
Si tratta di quasi il 50% della maggioranza.
Ha cominciato il sindaco, seguito a ruota dal vicesindaco e poi si sono via via accodati i vari consiglieri comunali.
CONCLUSIONE
Qui non si tratta naturalmente di essere a favore o contro la costruzione di nuove case. Noi NON siamo per principio contro le nuove costruzioni, ma non siamo certamente favorevoli al cemento selvaggio di questa amministrazione.
Non lo siamo soprattutto in carenza di servizi come l’acqua, gli asili, i parcheggi, il traffico.
Quando tutto ciò che PROSPETTIVA CEMENTO ha approvato in questi anni sarà costruito alcune migliaia di nuovi abitanti saranno diventati nostri concittadini. Saranno cittadini che avranno bisogno, come noi, di acqua, di servizi (asili, scuole ecc) di parcheggi. Tutte cose che mancano e che sarà molto difficile realizzare (MANCANO I SOLDI).
Insomma vicesindaco e sindaco saranno riusciti in 9 anni a rendere il paese invivibile.
Ma non sono soddisfatti, nonostante la recente batosta elettorale alle elezioni regionali, hanno deciso di ripresentarsi alle prossime elezioni.
Questa volta il vicesindaco, si presenterà come candidato sindaco e l’attuale sindaco come vice.
Invece che con la lista “PROSPETTIVA DUEMILA” obsoleta nel nome (siamo nel 2004 !!!), sarebbe più utile forse, che si presentassero con il nome.
“ PROSPETTIVA CEMENTO “
UN NOME, UN PROGRAMMA
IL PEDIGREE DEI CAGNOLINI ROSSI
Coloro che frequentano le edicole ed i negozi di Roveredo sono stati sommersi negli ultimi mesi da tutta una serie di volantini firmati dal Circolo della Margherita di Roveredo e dal sindaco Del Piero. Scrive il Circolo, risponde il sindaco. Scrive il sindaco, risponde il Circolo.
E’ una guerra di poltrone che non ci riguarda per cui non entriamo nel merito.
Una frase del sindaco sul volantino del 19 gennaio 2004 ci ha però divertiti, per cui ve la riproponiamo. In uno dei tanti volantini di queste settimane scriveva dunque il Circolo della Margherita che tre assessori su cinque dell’attuale Amministrazione sono comunisti (per la verità sono 4 su 4) .
Per tutta risposta il sindaco scrive: “Grazie! Non lo sapevo perchè non ho mai avuto l’abitudine, neanche quando ho scelto alcuni di voi, di chiedere il certificato di garanzia o il pedigree”. Cavoli! Cavolacci!
In tutto il mondo le merci hanno un certificato di garanzia. In tutto il mondo gli animali sono dotati di un pedigree. In tutto il mondo agli esseri umani viene generalmente chiesto un curriculum.
Conoscendo di persona i consiglieri e gli assessori della Maggioranza abbiamo una certa difficoltà ad assimilarli ad un elettrodomestico: ve lo immaginate il vicesindaco nelle vesti di un rosso bidone aspiratutto? No, non è certamente il caso, non c’è alcuna rassomiglianza. Chi potrebbe poi affermare che l’Assessore allo Sport è uno sbattiuova? Qualcuno potrà forse pensare che sia un “rompiscatole”, ma uno sbattiuova no. Uno sbattiuova, proprio no. Ci sentiamo quindi di escludere che il sindaco potesse chiedere ai suoi uomini, quando li sceglieva, il certificato di garanzia.
Rimane dunque il pedigree, ma, come dicevamo, il pedigree si chiede per gli animali. Lo si chiede per esempio per un barboncino. Se poi si vuole essere fiscali, lo si pretende anche per un chihuahua. Ma ad un assessore....., come si fa a chiedere il pedigree ad un assessore signor sindaco ? Suvvia non ci vorrà dire che quando sceglieva i suoi assessori pensava a dei cagnolini ? Non è possibile. Se poi come scrive il Circolo della Margherita, li ha scelti quasi tutti tra i comunisti, uno dovrebbe concludere che lei cercava dei cagnolini rossi. No, non è possibile; siamo sicuri che non è possibile. I cagnolini rossi, infatti, non esistono in natura; al massimo si possono trovare in laboratorio, ma in quel caso non si possono neanche definire “scherzi della natura”. Ad essere cattivi possono essere classificati solo tra gli “scherzi da prete” (nulla contro i preti si intende, è solo un modo di dire). Ahi, ahi signor sindaco, ad esser buoni, ha fatto un’altra gaffe!! Benedetto uomo, ma perchè non se ne sta zitto e buono a casa sua ?
NOTA: i lettori avranno capito che queste scherzose note servono per sdrammatizzare un pò la situazione ed i toni della guerra in corso tra il sindaco e la sua ex-maggioranza. Il signor sindaco, infatti, ci va giù un pò pesante. Una volta scriveva che noi del DELFINO eravamo meschini, ora lo scrive anche dei suoi ex-Assessori!
Nel numero precedente del DELFINO vi avevamo informati su come questa Amministrazione abbia fatto perdere MEZZO MILIARDO di lire a tutti noi con la scellerata operazione delle “case popolari”. Nello stesso tempo vi avevamo detto che avremmo presentato un esposto alla CORTE dei CONTI per fare restituire il mezzo miliardo alle casse Comunali, facendolo uscire dalle tasche di tutti coloro che avevano approvato quel progetto.
Abbiamo oggi il piacere di informarvi che l’esposto è stato presentato.
Se la Corte dei Conti riterrà che le nostre argomentazioni siano valide, questi signori saranno chiamati a far fronte alle loro responsabilità, dovranno cioè restituire il mezzo miliardo. Li invitiamo a cominciare a risparmiare.