Anno 4, nr. 6, Ottobre 2003


In questo numero:


 

IL PROGETTO DEL PARCO COMUNALE

DA MEZZO MILIONE DI METRI QUADRATI

 

 

AVVERTENZA

 

Molti di voi potranno trovare questo numero del DELFINO, soprattutto nella prima parte, piuttosto noioso. Non sarà, per così dire, “spumeggiante” come altri numeri e sarà, forse, anche di difficile lettura. Ma, se avrete pazienza, verso la fine probabilmente vi divertirete un po’ . Se vi stancherete, potrete comunque sempre leggerlo a rate.

Se siete degli ammiratori di questa Amministrazione potete anche fermarvi qui: tutto ciò che seguirà saranno, come ha detto il sindaco, “bugie”, “insulti” ed “offese” del DELFINO che, naturalmente, non ha alcun senso leggere.
Se invece ritenete che, come cittadini e contribuenti che pagano le tasse, abbiate anche il diritto di sapere come viene amministrato il paese, che impatto avranno sulle vostre tasche e sul vostro benessere le decisioni dell’Amministrazione Comunale, allora, forse varrà la pena che sacrifichiate un quarto d’ora del vostro tempo e leggiate quel che segue.

 

LE OPERE

Il 15 settembre 2003 in Consiglio Comunale la Maggioranza ha presentato il progetto di recupero delle cave di Roveredo.

Si tratta di un’area di 500.000 metri quadrati, 50 ettari e riguarda 2 cave su tre. Il progetto di recupero prevede la realizzazione di una palestra di roccia per adulti e di una per bambini, di un minizoo (di cui vi avevamo parlato nel precedente numero), di 3 campi di calcetto per 6 squadre con annessi 2 spogliatoi ed un bar, di un laghetto, di un orto botanico, di alcune unità per pic-nic ( tavolo con panchina), di un percorso vita con 12 stazioni, di una arena in legno e terra per spettacoli e di una serie di stradine ed alberature.
Questo grosso modo il progetto. Il tutto occuperà un’area di 50 ettari, come detto. Per darvi un’idea dell’estensione , in questa superficie si potrebbero realizzare più di 50 campi da calcio. In altre parole l’estensione è enorme.

Il progetto in sé stesso è interessante ed anche bello da vedersi sulla carta.
Significativa è la volontà di voler recuperare un’area altrimenti destinata al degrado o a discarica di immondizie.
Per realizzare questo progetto il Comune darà ai proprietari l’”autorizzazione finale” all’escavazione di ulteriori milioni di metri cubi, per un giro di affari di alcune decine di miliardi. Pochi mesi fa inoltre, questa stessa Amministrazione aveva trasformato una parte di cava in zona industriale, cosa di cui vi avevamo già parlato.
Per legge le cave, alla fine dell’attività devono essere ripristinate, non possono cioè essere abbandonate nello stato in cui si trovano dopo l’escavazione.
In cambio dei nuovi metri cubi (poco meno di 2 milioni) da scavare, l’Amministrazione ha concordato con i proprietari delle cave il loro ripristino con le attrezzature di cui vi abbiamo parlato all’inizio. Questi lavori, che saranno pagati dai cavatori, costeranno ca. 2,5 miliardi di vecchie lire, e dureranno una decina di anni circa, anni in cui si continuerà a scavare.
Le cave ripristinate verranno poi cedute in uso al Comune con un comodato (= una specie di affitto) gratuito per 10 anni, rinnovabile per altre 5 volte, cioè sessanta anni in totale. Trascorso tale periodo il tutto tornerà in mano ai cavatori. Tutto ciò sarà regolato da una convenzione (= contratto di affitto) tra il Comune ed i proprietari. Il primo lotto attrezzato sarà di 47.000 mq (5 ettari) e sarà pronto probabilmente fra 6-7 mesi, poco prima delle elezioni. Fin qui il progetto.

 

LE OSSERVAZIONI DEL DELFINO

Il progetto a cui, secondo le affermazioni del vicesindaco, l’Amministrazione ha lavorato per 8 anni, è stato messo a conoscenza dell’opposizione 5 giorni prima della sua discussione.
Non è certamente facile in pochi giorni, studiare un progetto su cui altri hanno lavorato 8 anni, avendo in sovrappiù a disposizione una schiera di dipendenti comunali, architetti ed ingegneri come consulenti. Ciò nonostante, noi abbiamo preparato una serie di osservazioni ed interventi da fare in Consiglio Comunale.
Prima di procedere, vogliamo però sottolineare ed evidenziare che un progetto di tale importanza, non è mai stato sottoposto, non diciamo alle critiche dell’opposizione, ma nemmeno all’attenzione dei cittadini. Nessuno di voi ha mai saputo nulla di questo progetto. Ora che è stato approvato, forse ve lo illustreranno.
Nonostante il poco tempo il DELFINO ha avanzato una sessantina di domande ed obiezioni al progetto, basate su cose reali e concrete. Il nostro capogruppo ha fatto un intervento di 9 pagine, che purtroppo non possiamo qui riprodurre. Chiunque voglia leggerlo si può però rivolgere al Comune o chiedercelo via e-mail. Noi glielo invieremo. In breve cercheremo di riassumervi i punti fondamentali.

 

LA CONVENZIONE

Il contratto tra l’Amministrazione ed i proprietari è lacunoso e mal congegnato dal punto di vista tecnico. Sarà, purtroppo, solo fonte di costi e di guai giudiziari per il futuro. Se volete i dettagli andate a leggervi il nostro intervento.

 

LE ATTREZZATURE

I nostri dubbi sulla palestra di roccia e sul minizoo ve li avevamo già illustrati nel precedente numero, e siamo stati accusati dal vicesindaco di essere frustrati e meschini (Messaggero Veneto del 14.9.03). Potremmo aggiungere che non riusciamo a capire che cosa possano servire altri 3 campi di calcetto e 2 spogliatoi al paese, che è per altro già ben dotato di simili impianti. Ma anche questi sono tutti dettagli tecnici e punti di vista. Si potrebbe discutere per ore su questi aspetti e tutti probabilmente avrebbero ragione. Le perplessità pi grosse sono altre, che ora cercheremo di spiegarvi.

 

I PUNTI DEBOLI DI UN BEL PROGETTO

Due sono i punti deboli di questo progetto :

Se vi regalano un castello meraviglioso e poi non avete i soldi per fare la manutenzione, riscaldarlo e pulirlo, dopo un po’ non potrete più abitarci ed il tutto cadrà in rovina. Senza guardiani subireste inoltre continui furti e vandalismi.
Le stesse problematiche le presenta questo progetto. Nell’ampia documentazione che accompagna il piano non c’è una sola riga dedicata ai costi, e ai problemi della custodia. Come tutti possono capire una superficie di mezzo milione di mq è enorme, per un comune come il nostro.
Il taglio dell’erba costerà parecchie decine di milioni di lire all’anno e se non la si taglierà il parco diventerà impraticabile. La raccolta dei rifiuti sarà un’ulteriore spesa.
Quest’area immensa, non abitata e poco frequentata, diventerà, soprattutto di notte, il ritrovo di vandali, e probabilmente di drogati e teppistelli. Ma vigilarla costerà molti soldi. Anche qui decine di milioni all’anno e prevederà l’assunzione di personale.
Oggi, questa Amministrazione, non riesce neanche a controllare adeguatamente un edificio di 300 mq (l’ex-biblioteca) posto in centro paese ed oggetto di continui vandalismi.
Tutti capiscono che se non ci sarà una stretta sorveglianza di un’area immensa e disabitata, molto probabilmente questa si trasformerà in un problema di ordine pubblico.
Mantenere ed accudire gli animali del minizoo costerà soldi che qualcuno dovrà sborsare.
La manutenzione straordinaria ed ordinaria del parco e delle attrezzature costerà, e qualcuno dovrà pagarla.
Potremmo continuare con molti altri esempi, ma voi stessi capite che cosa comporta in termini di costi di gestione un simile progetto, per quanto bello esso sia. Qualche centinaio di milioni all’anno.
Nella documentazione del progetto non c’è alcuna traccia di tutti questi problemi; il tema costi non è neanche stato affrontato. Ci sono vaghi accenni ad attrezzature da dare o affittare ad associazioni sportive o ONLUS ( società senza scopo di lucro), ma è facile intuire che non è certo questa la soluzione.
Nella stessa area inoltre continuerà ad operare a pochi metri dal parco una realtà industriale rumorosa che emette spesso e volentieri fumi poco piacevoli all’olfatto.
Questo Comune non ha oggi e non avrà neanche in futuro i fondi necessari per gestire una simile area. E’ come minimo superficiale non aver previsto nulla in proposito. Eppure hanno avuto 8 anni di tempo per pensarci, mentre a noi sono stati dati solo 5 giorni.
Come per il castello, dopo un po’ non saremo più in grado di mantenere il parco e dovrà essere chiuso ed abbandonato.
L’alternativa sarà quella di aumentare le tasse per mantenerlo fruibile; una soluzione questa che a nessuno piace.
Proprio per evitare ciò, abbiamo proposto al Consiglio Comunale di congelare il progetto, di ripensarlo radicalmente, tenendo conto del problema dei costi e del loro finanziamento, e di discutere infine il tutto con la popolazione. Data l’importanza della cosa abbiamo proposto all’Amministrazione una sorta di “tregua” su questo tema e ci siamo dichiarati disponibili a contribuire con idee e soluzioni per una realizzazione sostenibile del progetto. Ci sembrava e ci sembra una posizione ragionevole. Ma...

 

I NERVI CEDONO ED I GENTLEMEN
DANNO IN ESCANDESCENZE

 

La reazione iniziale dei consiglieri di maggioranza alle nostre osservazioni è stata sulle prime improntata a disinteresse ed ilarità. Mano a mano che l’esposizione procedeva ed i problemi si facevano vieppiù reali il nervosismo cominciava però a serpeggiare. Li infastidiva il fatto che in 5 giorni noi avessimo evidenziato una montagna di problemi che loro non erano neanche riusciti ad immaginare in 8 anni.

Un buon termometro del nervosismo e dell’irritazione sono state anche in questa occasione, le facce e la mimica del vicesindaco. Dovete sapere, infatti, che è’ abitudine di questo signore, quando parla l’opposizione, di sbuffare, smaniare, saltellare sulla sedia facendo smorfie di disgusto di tutti i generi, di fare insomma la faccia della persona oltremodo schifata. Sia chiaro, il tutto è abbastanza comprensibile,
d’altra parte le parole e le osservazioni del DELFINO sono per lui come il morso di una tarantola: lo mettono in continua agitazione. Se potesse cancellarci d’un colpo solo con la bacchetta magica lo farebbe all’istante. Per la verità c’aveva anche provato un anno fa quando insieme con il suo vice, il sindaco, si era travestito da maghetto, ma l’esperimento non gli era riuscito, anzi, gli si era ritorto contro. (Ci riferiamo, come avrete capito, al megaffare del CONDOMINIO FATA TURCHINA sul quale non hanno ancora dato alcuna risposta).
Ma questa volta c’è stato di più.
Questa volta è intervenuto anche un compagno di partito del vicesindaco, il ben noto Assessore Anzolin (quello delle targhe per le biciclette, per intenderci) che gridando come un ossesso ha interrotto per due volte l’esposizione del DELFINO, urlando che era “INTOLLERABILE” che ci fosse permesso di parlare per più di 10 minuti e che ci si doveva chiudere la bocca. Frenato a stento dal sindaco l’irruento Assessore ci ha poi permesso di finire l’esposizione. Che dire di questo “democratico” ?
Fate un po’ voi.
Ma il clou della serata è stata l’esibizione urlata del sindaco. Contagiato dall’atmosfera, improvvisamente, senza alcuna ragione apparente, tra lo stupore dei pochi presenti, si è messo ad urlare che il DELFINO insulta ed offende sempre, che le nostre idee sono “una follia”, che “lo fanno ridere”, che il DELFINO “non ha alba di quello che dice”. Alla nostra proposta di collaborazione ha risposto, sempre urlando, che “ci mancherebbe che (loro, la maggioranza) richiedessero il nostro (del Delfino) aiuto. Non esisterà mai”.
Alla faccia del pacifista!!!
Che, nelle sue colte letture, il sindaco abbia scambiato la biografia di GHANDI con quella di POL POT ?
Ha chiuso poi, sempre urlando, con la battuta della serata. Lui, il sindaco che alle elezioni di qualche settimana fa è riuscito a racimolare solo 326 miseri voti su 4.373 elettori, ha gridato per la seconda volta, dopo quella a Telepordenone, che il nostro capogruppo non rappresenta neanche se stesso (sic). Boh, la matematica non deve essere mai stata il suo forte, e questo naturalmente non significa che lo sia l’italiano.
(NOTA: quanto abbiamo appena scritto è documentato nelle registrazioni audio in possesso del Comune. Se volete potete controllare)

 

IL FINALE

In conclusione, nessuna risposta è stata data alle nostre domande.
La nostra collaborazione è stata villanamente rifiutata.
Il progetto è stato approvato.

 

Prima delle elezioni il signor Sindaco inaugurerà il primo lotto del complesso, che era la cosa che più gli premeva.

Il nostro punto di vista, ovviamente, ma soprattutto il vostro parere all’Amministrazione NON interessano per nulla. I problemi di sicurezza e i costi che ciò comporterà per tutto il paese, per l’Amministrazione non contano nulla. L’importante è potervi dimostrare prima delle elezioni quanto bravi sono stati, tanto i problemi se li dovranno sorbire le prossime amministrazioni ed i costi li dovrete pagare voi.

Ma criticare è talvolta facile, fare è più difficile. Come sapete l’opposizione non ha alcun potere, noi non possiamo quindi fare, però possiamo dirvi come avremmo agito noi in questa occasione se fossimo stati gli amministratori.


SOLUZIONE NR. 1

Prendiamo per buono tutto il progetto dell’Amministrazione senza cambiare una virgola.
Al progetto noi avremmo affiancato una precisa stima ed analisi dei costi di gestione, prevedendo anche a carico di chi sarebbero stati. Ciò fatto, avremmo suddiviso il tutto in più lotti. Ci saremmo fatti dare in gestione prima un’area abbastanza ridotta e l’avremmo gestita per qualche tempo per vedere che problemi avrebbe creato e che costi avrebbe generato. Se il primo esperimento fosse stato positivo, saremmo passati al secondo stadio e così via, altrimenti ci saremmo fermati lì. La stessa cosa l’avremmo fatta con le aree di escavazione: al primo lotto del parco avremmo concesso il primo lotto di escavazione, al secondo lotto del parco il secondo di escavazione e così via. Ci saremmo cioè tenuti in mano l’unica arma contrattuale che avevamo: il benestare all’escavazione.

 

SOLUZIONE NR. 2

Avremmo semplicemente lasciato ripristinare le cave come prevede la legge, in modo che diventassero un bosco naturale. I 2,5 miliardi che i cavatori erano pronti a sborsare in cambio del benestare alle ulteriori escavazioni ce li saremmo fatti dare e con quei soldi avremmo fatto un parco, magari di “soli” 10-20.000 metri quadri in centro paese, dove tutti si possono recare a piedi anche con le carrozzine, senza dover caricare il tutto in macchina con i disagi conseguenti. L’area per costruire questo parco era già in parte di proprietà comunale (l’ex vivaio dove ora costruiranno le case popolari e dove a suo tempo avevamo proposto di fare un giardino. Ma su questo tema torneremo) e vicino ci sarebbero stati altri terreni da comperare a prezzo di mercato. I 2,5 miliardi ci avrebbero permesso di farlo. Questa era probabilmente la soluzione più utile per la popolazione.

 

SOLUZIONE NR. 3

Trasformare tutta l’area, come avevamo proposto mesi fa, in una zona di laghetti. I laghetti non hanno costi di manutenzione, non hanno bisogno di guardiani. Sono piacevoli a vedersi, presentano tutta una serie di vantaggi oltre ad essere fruibili per la popolazione. In riva ai laghetti si poteva attrezzare un parco di dimensioni ridotte, a bassi costi di gestione e facilmente controllabile, dove collocare le varie attrezzature per il tempo libero e lo sport. Avremmo speso di meno ed avremmo avuto di più.

 

SOLUZIONE NR. 4

E’ la più complessa e quella a cui mai sarebbe arrivata questa amministrazione. Far diventare questa immensa area una fonte di ricchezza. Una fonte di ricchezza per il Comune, per i proprietari della cave e per la popolazione. E’ difficile spiegarlo in poche righe. Ma in questa enorme area si potevano realizzare attrezzature sportive di pregio da cui ricavare introiti ed utili. Con gli utili si sarebbero potute tenere in ordine e custodire le aree di uso pubblico gratuito, che si sarebbero integrate con il resto. E se avanzava qualche lira si poteva spartirla con i proprietari delle aree e rimpinguare le casse comunali, a cui fra non molto verranno a mancare i diritti di escavazione. Esempi di interventi ben riusciti da questo punto di vista ce ne sono parecchi in Italia e nel mondo, a volte basta copiare. Certo che con un po’ di buona volontà e con investimenti più consistenti, quest’area poteva anche diventare un piccolo polo di attrazione turistica, per un turismo locale, fonte di ricavi e non di soli costi e perdite. Realizzandola bene e gradualmente avrebbe anche creato posti di lavoro e sarebbe diventata un’area fruibile per tutti e, negli impianti a pagamento, i roveredani avrebbero potuto godere di prezzi agevolati. Noi abbiamo delle idee in proposito che, volendo, potrebbero essere prima adeguatamente studiate e poi testate.

 

CONCLUSIONE

In poche righe è impossibile scendere nei dettagli e queste 4 soluzioni non sono le uniche alternative, ce ne sono anche altre. In 8 anni si poteva analizzarne più di una e soprattutto si poteva chiedere ai cittadini quale preferivano, dopo averli ben informati sui vantaggi e sugli svantaggi di ogni progetto.
Alla fine, come avrete capito, non è sufficiente avere una buona idea, scollegata da tutto ciò che la circonda. Una buona idea è tale solo se è progettata e realizzata con professionalità e competenza, e se ha buone probabilità di successo. Se è supportata da coraggio “imprenditoriale”, ma, soprattutto, se è gestita con umiltà. Non possono essere due sole testoline a pretendere di fare e sapere tutto: per ogni cosa è necessario prevederne i problemi ed aver pronte in anticipo le soluzioni.
Questo è ciò che distingue una buona amministrazione da una scadente. E’ anche per questi motivi che l’attuale Amministrazione non è mai stata una buona Amministrazione.

 


 

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