Anno 4, nr. 5, Settembre 2003
In questo numero:
L’IMPIANTO E’ STATO PARZIALMENTE BLOCCATO
Riteniamo opportuno aggiornare i cittadini sulla situazione relativa al compostaggio di Aviano.
Insieme al numero di giugno 2003 del DELFINO avevamo distribuito un facsimile di denuncia per la puzza del compostaggio, da presentare ai vigili ed ai carabinieri.
Circa 200 denunce sono state presentate dai CITTADINI alla Procura della Repubblica, attraverso i Vigili, i Carabinieri e direttamente in Procura.
Dopo la pubblicazione del facsimile del DELFINO, sulla stampa ed alla TV c’è stata qualche decina di interventi da parte dei politici provinciali e locali.
La società titolare dell’impianto di compostaggio di Aviano ha di sua iniziativa bloccato l’impianto di smaltimento dell’umido per due mesi a partire dal 4 agosto 2003 (solo la linea dell’umido e non tutto l’impianto).
L’assessore provinciale Padelletti di Forza Italia in una pubblica assemblea il 6 Agosto 2003 a Roveredo ha affermato che dopo i primi due mesi se l’impianto non sarà a posto ci saranno altri due mesi di blocco, se ciò non sarà sufficiente ce ne saranno altri due e così via, fino a che l’impianto non sarà in ordine.
Nel mese di agosto 2003 la Procura della Repubblica ha inviato alcuni avvisi di garanzia ai responsabili dei fatti.
Poco dopo i Carabinieri sono stati incaricati di svolgere delle indagini, alla fine delle quali prenderanno i provvedimenti che riterranno più opportuni. Quando ne saremo informati, ve lo comunicheremo.
Nonostante il blocco della linea dell’umido gli odori si sono percepiti ancora per tutto il mese di agosto, e si continuano a percepire anche in questi giorni. Possiamo sbagliare ma riteniamo che sia l’impianto nel suo insieme ad essere stato progettato male e collaudato peggio.
Dato il perdurare degli odori, con un comunicato stampa a fine agosto, il gruppo del DELFINO ha chiesto che l’impianto venga chiuso totalmente e sia eventualmente riaperto quando, con sicurezza, non produrrà più cattivi odori.
Quello che come gruppo non accetteremo, sarà una situazione che si trascini per dieci anni come è successo per l’impianto di compostaggio di Udine (Gonars).
In queste settimane stiamo studiando altre azioni e provvedimenti da attuare nel caso in cui gli odori non cessassero definitivamente.
IL COMMENTO
Per due anni interi il DELFINO ha combattuto contro la puzza del compostaggio nella totale indifferenza dell’Amministrazione Comunale di Roveredo (di centrosinistra) e dell’Amministrazione Provinciale di Pordenone (di centrodestra).
Stanchi delle inutili riunioni e delle chiacchiere che questi signori facevano tra di loro abbiamo messo a disposizione della popolazione il facsimile della denuncia.
In poche settimane i risultati sono arrivati.
Per due anni non si è mosso nessuno, quando hanno cominciato a fioccare le denunce in pochi giorni si sono trovate le soluzioni (blocco parziale dell’impianto, disponibilità ad investire per migliorarlo ecc.).
E’ sconsolante costatare che per porre rimedio a situazioni di questo genere i cittadini debbano ricorrere di persona alla magistratura.
E’ altrettanto sconsolante dover assistere al teatro di coloro che per due anni interi non hanno fatto nulla ed ora si mettono continuamente in mostra sui giornali, con lettere e volantini, comportandosi come se avessero fatto tutto loro.
Ci riferiamo, come avrete capito, al sindaco e all’ Amministrazione di Roveredo.
Ma si sa: come al solito, la sconfitta è orfana mentre la vittoria è figlia di tanti padri.
Potrebbe essere interessante citare le parole e le frasi pronunciate in passato da questi signori su questo argomento, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, e sparare sulla Croce Rossa non è “cosa buona e giusta”, per cui non lo faremo.
Chiudiamo perciò ringraziando tutti i cittadini che hanno presentato le denunce, perché è grazie alle loro denunce, e non alle chiacchiere del sindaco, se qualcosa si è mosso.
MOSCHEA E CIMITERO PER EXTRACOMUNITARI:
ULTIMI AGGIORNAMENTI
Nel DELFINO del Novembre 2002 vi avevamo informati sulle intenzioni dell’Amministrazione di costruire un enorme cimitero per extracomunitari con annessa Moschea a Roveredo.
Probabilmente ricorderete l’intervista al Gazzettino del 3 Novembre 2002 in cui il vicesindaco illustrava il suo megaprogetto di un enorme cimitero (parecchi ettari) per extracomunitari con relativo luogo di culto (moschea).
Dopo la nostra denuncia il vicesindaco si era affrettato a minimizzare il tutto, facendo marcia indietro.
Pochi giorni fa l’Amministrazione ha però ricominciato a fare dichiarazioni alla stampa su questo progetto.
Ha iniziato il sindaco sul Messaggero Veneto del 19 luglio 2003.
Citiamo testualmente dal Messaggero Veneto: “Insomma in quel cimitero potrebbero trovare posto le salme anche di altri comuni, aprendo anche un discorso sulle diversità e quindi sugli extracomunitari”.
Quattordici giorni dopo, il 2 agosto 2003 il vicesindaco dichiara al Messaggero Veneto che nel cimitero per extracomunitari: “…...possono essere realizzate delle opere di culto”.
Le “opere di culto” sono un eufemismo per la MOSCHEA. D’altra parte le elezioni sono vicine ed è meglio essere prudenti con le parole.
A quanto afferma l’Amministrazione fra qualche anno il nostro attuale cimitero sarà esaurito e si porrà l’esigenza di avere un nuovo cimitero.
Noi stiamo facendo alcune verifiche su questo punto e su alcune informazioni che ci hanno dato alcuni cittadini. Per il momento diamo per appurato che si dovrà fare un nuovo cimitero, del costo di alcuni miliardi di vecchie lire.
Roveredo è un paese di 5.000 abitanti e, nonostante le dissennate politiche di cementificazione di questa Amministrazione non arriverà velocemente al raddoppio della popolazione.
Domanda numero uno: a cosa ci serve dunque avere un megacimitero monumentale, con tombe sfarzose ed imponenti, come proposto dal vicesindaco ? Un megacimitero ha naturalmente anche dei megacosti, che qualcuno dovrà pagare. Visto che siamo solo 5.000 anime, che la vita media si sta fortunatamente allungando, che a Roveredo non ci sono molti stramiliardari intenzionati a farsi una megatomba, a cosa ci serve ?
A nulla.
Domanda numero due: gli extracomunitari che abitano a Roveredo sono poche decine. Che necessità ha Roveredo di avere un cimitero per extracomunitari sul suo territorio ? Considerato che, fortunatamente, i credenti di questo paese sono di religione cattolica perché dovremmo dotarci anche di una MOSCHEA ? Forse vicesindaco e sindaco, non sanno che sui terreni su cui sorgono luoghi di culto e di sepoltura dei mussulmani non si può fare più nulla per sempre.
Continuiamo infatti a non capire perché questo Comune dovrebbe costruire un cimitero per gli extracomunitari di tutto il Nord Italia invece di dotarsi di un asilo per i propri bambini ?
Noi non capiamo perché dovremmo spendere soldi per avere una MOSCHEA a Roveredo invece di dotarci di un acquedotto efficiente ? (Sono più di 8 anni che in estate non si possono annaffiare gli orti ed i giardini. E, pensare che sarebbe sufficiente fare come ad AVIANO e collegare le proprietà con giardino (in tutto o in parte) alle condotte del Consorzio Cellina-Meduna. Tre anni fa quando nostri esponenti hanno esposto l’idea a funzionari del Consorzio, questi si erano dichiarati interessati. Questo punto farà comunque parte del programma del DELFINO per le prossime elezioni, e ne parleremo quindi più ampiamente in futuro).
In conclusione, il DELFINO non accetterà che a Roveredo venga costruito un cimitero per gli extracomunitari e men che meno che vi venga fatta una MOSCHEA.
Non è semplicemente nell’interesse dei cittadini.
Noi riteniamo che si debba dare la precedenza all’asilo o all’acquedotto, come andiamo ripetendo da anni.
Già ora al primo piano delle case l’acqua arriva con una pressione ridotta. Continuando a costruire case e ad incrementare la popolazione, prima o dopo non arriverà più, ed un acquedotto non lo si inventa dal mattino alla sera, ma richiede anni di tempo per essere realizzato.
GLI ULTIMI PROGETTI DELL’AMMINISTRAZIONE
Nel numero del DELFINO di Novembre 2002 vi avevamo illustrato una nostra idea sul riutilizzo delle cave, che prevedeva la loro trasformazione in una zona ricreativa con laghetti sportivi, ampi giardini, sentieri per le passeggiate, barbecues, pesca sportiva, canottaggio ecc.. Questa sistemazione eviterebbe anche la possibilità che le cave in futuro si trasformino in nuove discariche di vario genere.
Poco dopo l’Amministrazione Comunale ci aveva informato sul Merluzzo Rosso di avere un progetto analogo.
Sul Messaggero Veneto del 2 Agosto 2003 il vicesindaco spiega meglio che cosa prevede il suo progetto, e tra le varie strutture che l’Amministrazione Comunale propone vi è anche un MINIZOO ed una PALESTRA di ROCCIA.
Vi preghiamo di riflettere un momento.
LA PALESTRA DI ROCCIA
La palestra di roccia non è altro che una parete in cemento armato con sporgenze e rientranze (tra le altre cose è anche piuttosto brutta da vedere). Questa parete ha un costo tra i 150 e i 500 milioni di lire.
Roveredo non è un paese di rocciatori, ciò nonostante se qualcuno volesse esercitarsi in una scalata, a DARDAGO ( 7 Km da Roveredo), avrebbe a disposizione una vera parete di roccia su cui esercitarsi. Roccia vera e non cemento armato.
Qualcuno ci sa dire quindi, perché si dovrebbero spendere centinaia di milioni per fare un muro in cemento armato ?
Se proprio ci sono tanti soldi da buttare, perché invece di un’inutile muro di cemento non si realizza, per esempio, un’utile piscina comunale (coperta o scoperta). Almeno sarà qualcosa che i cittadini potranno utilizzare in estate e che in un parco pubblico potrebbe anche star bene.
IL MINIZOO
Realizzare un minizoo, significa realizzare una struttura recintata, dotata di ricoveri, spazi separati ecc in cui rinchiudere degli animali, selvatici e non. Minizoo, lo dice la parola stessa è uno zoo in piccolo. E’ una cosa che ormai non fa più nessuno, anche perché implica il tenere in gabbia o comunque in cattività degli animali. Noi, pur rispettando gli animali e la natura, non siamo degli animalisti fanatici, per cui non faremo della demagogia sugli animali in gabbia. Ma alcune riflessioni in proposito riteniamo sia opportuno farle.
Uno zoo, grande o piccolo che sia, richiede oltre alle strutture, personale che accudisca gli animali, li sfami, li tenga in condizioni igieniche decenti, li curi, li sorvegli e sia presente durante tutto il periodo di apertura dello zoo.
Come ognuno può capire tutto ciò genera costi, che si ripetono ogni anno e che qualcuno dovrà pagare. In questo caso saremmo noi cittadini a pagarli.
Che senso può avere per un paese come Roveredo, che non ha neanche un giardino pubblico degno di questo nome, dotarsi di un minizoo. Se qualcuno desidera far vedere degli animali ai propri bambini, è sufficiente che prenda l’auto e si rechi allo zoo di Lignano e potrà ammirare molte specie di animali esotici e non.
Fare a Roveredo un minizoo è, a nostro giudizio, una sciocchezza, ci chiediamo, anzi, come faccia l’Amministrazione ad avere simili idee e a raccontarle ai giornali.
Se si vogliono avvicinare i bambini ed i cittadini in generale al mondo della natura e degli animali ci sono ben altre cose che si possono fare .
A meno che, non si tratti della solita “boutade” per avere un altro articoletto preelettorale sui giornali e lo strombazzato minizoo si riduca alla fine a 4 galline, 2 oche ed una capretta.
In questo caso l’iniziativa e l’annuncio sui giornali si commentano da sé.
E’ UFFICIALE: L’ASILO NON SI FARA’
Nove anni fa, quando ancora era all’opposizione, il vicesindaco di questo paese accusava l’Amministrazione allora in carica di non aver fatto un asilo per la comunità.
Tutti si sarebbero naturalmente aspettati che, appena eletto, il suo primo atto fosse quello di preoccuparsi dell’asilo. Non diciamo di costruirlo dall’oggi al domani, perché l’asilo non è una cosa semplice, ma di cominciare ad occuparsene, questo sì.
Sono passati nove anni e l’asilo naturalmente non c’è. A dire il vero, se non se ne fossero occupati i privati, non ci sarebbe neanche l’asilo nido, in compenso abbiamo ed avremo tanti nuovi condomini.
E l’asilo che fine ha fatto ?
Semplice: l’asilo non si farà.
In un’intervista al Messaggero Veneto del 17 agosto 2003, il vicesindaco ci informa che lui non farà l’asilo, per il quale si dovrà arrangiare la prossima amministrazione.
Come tutti sapete questa Amministrazione ha speso miliardi in opere inutili, ha fatto ed approvato lottizzazioni e condomini a raffica, aumentando considerevolmente la popolazione (ed i bambini) di Roveredo, ma in 9 anni non ha trovato una lira per l’asilo.
Ora, a fine mandato, il vicesindaco ci dice che l’asilo lo dovrà fare la prossima Amministrazione che si troverà le casse vuote ed un sacco di debiti sul groppone.
Nello stesso articolo ci informa però che, in compenso, la sua Amministrazione ci lascerà, nei giardini delle scuole, uno stagno con relativi ranocchi ed un orto botanico, in cui potrete rifornirvi di salvia e rosmarino nel caso vi mancasse in casa.
Ad essere sinceri ci eravamo un po’ preoccupati pensando che anche questa volta volessero spendere qualche centinaio di milioni per uno stagno, senonchè…
….senonchè passando un giorno per caso vicino al giardino delle scuole abbiamo intravvisto il famoso stagno. Beh, ci siamo sentiti subito rassicurati: il famoso stagno era composto da due vaschette simili a quelle che le bambine usano per fare il bagno alle Barbie. Se volete vederlo anche voi fate un salto all’angolo nord-est delle scuole, munitevi di una lente di ingrandimento, e lo potrete ammirare.
Confessiamo che ora siamo più tranquilli, è vero che l’asilo continueremo a non averlo, ma per lo meno lo stagno ci costerà solo qualche milione, e non qualche centinaio di milioni.
Quel che ci resta da capire è la pomposità con cui si è dato l’annuncio ai giornali. Se a 8 mesi dalle elezioni si fanno fare articoli anche per una pozza d’acqua, chissà cosa faranno due mesi prima!! Ci lasceremo sorprendere.
QUINDICI FINESTRINI ROTTI… più
...QUINDICI RUOTE BUCATE (e la serie continua)
In luglio avevamo pubblicato un importante avviso alla popolazione su una banda di teppisti che di notte si divertivano a rompere i vetri delle auto parcheggiate nelle strade di Roveredo. A fine agosto gli stessi teppisti, o loro affini, hanno pensato bene di fare un altro giro per il paese e bucare le gomme di una quindicina di auto. Sono così una trentina i cittadini che si sono trovati parecchie centinaia di euro di danni da pagare. Ora il vicesindaco, che è anche responsabile della sicurezza, fa dichiarazioni alla stampa in cui parla di “gentaglia” e di “tolleranza zero”. Vi facciamo notare che è lo stesso vicesindaco che ci definiva “terroristi” e ci sfotteva con vignette varie quando anni fa avevamo suscitato il problema della sicurezza in paese ed avevamo fatto una serie di proposte per tenere sotto controllo il territorio. Tutte le nostre proposte sono state sempre bocciate. Questo vicesindaco ora usa termini, che se avessimo osato adoperare noi, ci avrebbe, come minimo, definiti estremisti fascisti. Noi non sappiamo se il vicesindaco sia improvvisamente diventato un’estremista di destra (a volte gli estremi si toccano), resta il fatto che per 9 anni non ha fatto assolutamente nulla per la sicurezza ed ora a qualche mese dalle elezioni ha anche la faccia tosta di parlare di “tolleranza zero”.
Probabilmente avrebbe fatto più bella figura a starsene zitto.