Anno 4, nr. 03, Giugno 2003
In questo numero:
UNICO COMUNE IN ITALIA : LE USCITE SUPERANO LE ENTRATE
Negli ultimi mesi parecchie centinaia di cittadini di Roveredo hanno ricevuto a casa una lettera inviata dall’Amministrazione Comunale, in cui li si invitava a pagare somme di denaro per l’ICI evasa o errata. Come gli interessati sanno, quasi tutti questi cittadini hanno dovuto recarsi in Comune, fare interminabili code per farsi spiegare in che cosa consisteva il loro errore e provvedere quindi al pagamento di quanto dovuto, se effettivamente erano in difformità rispetto alla legge.
Il DELFINO ha voluto vederci chiaro ed ha posto una serie di domande, alle quali l’Amministrazione ha risposto.
I dati comunicatici ci sembrano interessanti, per cui li portiamo all’attenzione dei cittadini.
Una premessa è necessaria. Per eseguire i controlli ICI l’Amministrazione ha affidato l’incarico ad una società, non sappiamo se per obbligo di legge o per scelta autonoma. In questa seconda ipotesi ci chiediamo a cosa servano gli impiegati comunali.
ICI degli anni 1993, 1994, 1995, 1996
Per gli anni dal 1993 al 1996 gli accertamenti effettuati dalla società incaricata hanno comportato entrate nelle casse comunali per 20.982 euro, (circa 40 milioni di lire).
I compensi pagati alla società per eseguire questi accertamenti sono stati pari a 24.790 euro (circa 50 milioni di lire).
Conclusione:
per incassare 40 milioni
hanno speso 50 milioni
Incassare questi soldi ci è quindi costato il 118 % delle entrate.
UN VERO AFFARE D’ORO !!!!
ICI degli anni 1997 e 1998
Per gli anni 1997 e 1998 il Comune ha già incassato 109.807 euro (circa 210 milioni).
Ha iscritto a ruolo e deve ancora incassare 99.822 euro (circa 190 milioni). Ammesso che questi ultimi 190 milioni vengano incassati per intero, il totale degli incassi per gli anni 1997 e 1998 sarà di 209.629 euro (circa 400 milioni).
Per eseguire gli accertamenti degli stessi anni 1997 e 1998 il Comune ha già versato alla società incaricata 3 acconti pari a 143.545 euro (circa 278 milioni).
Poiché si tratta di acconti e non di saldo, è pensabile che altre somme saranno versate alla società in oggetto.
Conclusione:
per incassare 400 milioni
hanno già speso 280 milioni
Incassare questi 400 milioni ci è finora costato il 68% delle entrate, ammesso naturalmente che tutti i 400 milioni vengano incassati e che il saldo da pagare alla società sia di poco superiore agli acconti già versati.
Insomma, un vero e proprio OTTIMO AFFARE!!!
ICI dell’anno 1999
Gli accertamenti relativi all’anno 1999 sono quelli che vi sono stati inviati a casa nel 2002. Qui non ci hanno dato né le cifre incassate, né i costi relativi alla società che li ha eseguiti.
Ci hanno solo risposto che sono stati inviati 946 accertamenti ad altrettanti cittadini e che la somma da incassare dovrebbe essere pari a 158.924 euro (circa 310 milioni di lire). Non ci è stata fornita neanche la stima dei costi necessari per incassare questi soldi.
Su nostra richiesta ci hanno detto che su questi accertamenti sono state eseguite 83 rettifiche e 170 annullamenti.
Ciò significa che in 253 (83+170) casi l’Amministrazione ha fatto degli errori parziali o totali.
Vi facciamo notare che 253 errori su 946 accertamenti significa il 27%.
Ogni 100 cittadini che hanno perso tempo in coda di fronte all’ufficio imposte, 27 ci sono andati per niente.
27cittadini su 100 hanno perso tempo e soldi perché qualcuno ha lavorato male.
Questo qualcuno verrà pagato –chissà se con il 118 % o il con il 68% delle entrate, come negli anni precedenti– per svolgere un lavoro a dir poco inaccurato.
Chi rimborserà queste centinaia di cittadini che hanno perso inutilmente ore di lavoro?
(Questi dati si riferiscono solo al 1999 e non anche agli anni precedenti su cui non abbiamo informazioni).
RIASSUMIAMO
Per i primi 4 anni incassano 40 milioni e ne spendono 50 per incassarli.
Per i due anni successivi incasseranno presumibilmente 400 milioni e ne spenderanno più di 280 per incassarli (salvo rettifiche al ribasso).
Per l’ultimo anno non sappiamo ancora quanto incasseranno e quanto spenderanno, ma sappiamo con certezza che alcune centinaia di cittadini ( il 27% degli accertamenti ) ha perso un sacco di tempo per niente.
BRAVO SINDACO!
COMPLIMENTI VICESINDACO!
Per quanto ne sappiamo questo è l’unico Comune in Italia che ha dato una simile straordinaria dimostrazione di efficienza!!!!
NOTA:
Tutti i numeri e le informazioni di questo articolo sono documentate nella risposta ufficiale del Comune, datata 27 marzo 2003 –protocollo 5199-, che è a disposizione di chiunque volesse controllarne la conformità.
L’ ETERNO PROBLEMA
A due anni di distanza dalla prima denuncia sui nauseabondi odori emanati dal compostaggio di Aviano che, come tutti ricorderete, abbiamo fatto su un numero di questo Notiziario, siamo costretti a tornare su questo problema.
Finalmente si può dire a chiare lettere, perché l’ISTITUTO MARIO NEGRI di Milano lo ha certificato: gli odori provengono dall’impianto di compostaggio di Aviano. A quanto scrivono i giornali la sostanza incriminata è il “limonene ”, un idrocarburo terpenico, sul quale esiste una vasta letterattura a livello internazionale. Questa sostanza che è una presenza fissa negli impianti per il trattamento dei rifiuti, nel nostro caso si sprigiona dal Padiglione C del compostaggio di Aviano.
Queste informazioni sono ufficiali e sono apparse sui giornali.
Ora noi abbiamo alcune domande:
Trattandosi inoltre di un “idrocarburo”, ci viene spontaneo chiederci:
E già che ci siamo:
A due anni dall’insorgere del problema i politici hanno fatto tante riunioni, tante chiacchiere, ma risposte chiare e precise per iscritto non ci sono mai state date.
Dopo il nostro ultimo intervento l’Amministrazione Comunale si è affrettata a fare un’assemblea pubblica a cui ha invitato anche l’Assessore Provinciale Padelletti, che in quell’occasione non è stato in grado di dirci nulla di preciso.
Ora a 5 mesi di distanza c’è un silenzio pressochè assoluto.
Solo l’Assessore Nadal ha fatto una “comunicazione” a 54 cittadini, ci chiediamo perché non abbia informato anche gli altri 4.900.
Glielo chiediamo ora.
Assessore Nadal la preghiamo di inviare a tutti i cittadini una bella lettera in cui mette nero su bianco che il problema sarà risolto entro la tal data, che la società o l’ente XY si farà carico della risoluzione, che lei controllerà quasi giornalmente l’andamento dei lavori e che in caso contrario il COMUNE di Roveredo in Piano si rivolgerà alla Procura della Repubblica ?
Nel frattempo, invitiamo tutti a compilare la denuncia-esposto allegata a questo numero del DELFINO, ogni volta che sentirete la puzza del compostaggio.
La potete presentare quante volte volete, anche un centinaio di volte
Chiedete anche ai vostri vicini di farlo.
E’ una cosa molto semplice da fare:
Scaricate la copia che vi mettiamo a disposizione cliccando qui con il tasto destro e scegliendo salva con nome
Compilatelo
Firmatelo
Speditelo per posta o consegnatelo personalmente ai vigili urbani di Roveredo o ai carabinieri di Fontanafredda.
Più denunce verranno fatte, più è probabile che la Procura della Repubblica si muova e prenda provvedimenti.
Adesso sta a tutti noi darci da fare per eliminare il problema una volta per tutte.
Ai denuncianti non costa nulla, se non la fatica di compilare la denuncia-esposto e non comporta nessun obbligo e nessuna conseguenza, né legale, né economica.
Per vostra tranquillità il facsimile della denuncia-esposto è stato preparato da alcuni avvocati, da noi appositamente incaricati, per cui non rischiate niente.
Questo è un servizio che il gruppo del DELFINO mette a disposizione della popolazione.
Se avete dubbi o domande potete rivolgervi ai nostri indirizzi, come indicato in ultima pagina.
Nel prossimo numero vi aggiorneremo sulle attività intraprese dal DELFINO
sul tema dell’INCENERITORE.
IL GIORNO DEL GIUDIZIO
Come avrete notato questo Notiziario non è uscito per tre mesi di seguito.
Perché?
Sicuramente non ci mancavano gli argomenti: anche se noi fossimo a corto di idee, provvederebbero i nostri impagabili amministratori a fornirci gli spunti per riempire queste quattro paginette.
Il motivo è stato un altro: le elezioni regionali dell’otto e nove giugno.
A queste elezioni ha partecipato, come candidato, anche il sindaco di questo paese. Se non avessimo rispettato questo silenzio di tre mesi, che ci siamo autoimposti, saremmo stati accusati della pesante sconfitta subita dal signor “SINDACO–MANCATO CONSIGLIERE REGIONALE”.
Abbiamo invece taciuto per tre mesi, e per noi hanno parlato i cittadini di Roveredo.
Come dice il titolo di questo articolo è stato un
“DOOMSDAY”,
un vero e proprio GIORNO DEL GIUDIZIO
Su 4.373 elettori iscritti il sindaco DEL PIERO
ha ricevuto 326 preferenze,
un misero 7,4% dell’elettorato.
Un giudizio più netto e severo sull’operato di questo sindaco e della sua maggioranza non poteva essere dato.
Il signor “SINDACO-MANCATO CONSIGLIERE REGIONALE” , (che si aspettava un migliaio di preferenze)
era andato per suonare ed è stato SUONATO.
I suoi cittadini gli hanno chiaramente dimostrato quanto poco apprezzino i suoi 8 anni di amministrazione comunale!!
Evidentemente non hanno dimenticato che questo è il sindaco:
Recita un vecchio adagio:
SI POSSONO INGANNARE MOLTE PERSONE PER UN PO’ DI TEMPO“, MA NESSUNO PUO’ INGANNARE TUTTI PER SEMPRE”
I cittadini l’hanno capito, e solo in 7 su 100 gli hanno dimostrato il proprio apprezzamento (il più basso gradimento di tutta la Regione).
Alle ultime elezioni comunali aveva avuto 1.500 voti (il 49% dei votanti), alle regionali se ne è uscito con 326.
UNA LEGNATA.
Ma la sconfitta non è stata del solo DEL PIERO.
I cittadini hanno chiaramente voluto estendere il loro giudizio negativo a tutta la Maggioranza che ha amministrato Roveredo per 8 anni.
Lo vede anche un cieco,
lo capisce anche un sordo.
Questa Amministrazione che ci ha mal governato per 8 anni, non ha il gradimento della cittadinanza. Punto. Punto e virgola. Punto a capo, come diceva Totò.
Non serve molto altro.
I cittadini hanno visto, hanno capito e hanno punito.
In una lettera di propaganda elettorale che il sindaco ha inviato a tutte le famiglie poco prima del voto, ha scritto: “Voi mi conoscete di più e meglio degli altri elettori del Collegio Provinciale ed il Vostro suggerimento sarà perciò ritenuto affidabile in tutta la Provincia di Pordenone”. Parole profetiche. Gli elettori di Roveredo lo conoscono e non lo hanno votato. Il loro “affidabile suggerimento” è chiaro: sindaco del Piero ci hai amministrato molto male, per cui non ti diamo il nostro voto; tornatene a casa alla svelta.
LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI
CITTADINI ATTENDE LE DIMISSIONI,
IL DELFINO LE CHIEDE A LORO NOME.
Amenità elettorali: Seggio n. 4 di Roveredo.
Un elettore ha scritto sulla scheda vicino al simbolo di Rifondazione Comunista la parola BASTARDI. La Presidente del seggio, come logico, annulla il voto.
Il VICESINDACO (rappresentante di lista) contesta affermando che per lui il voto è valido.
Morale: o il vicesindaco pensa che i compagni comunisti di Rifondazione siano dei bastardi, la qual cosa ci meraviglierebbe non poco, vista la sua provenienza politica o, la sua faziosità è senza limiti. Una cosa è certa: non possiede il senso del ridicolo. (Fatto realmente accaduto il 9 giugno 2003 alle ore 19 circa)