Anno 3 nr. 01 Febbraio 2002


In questo numero:



LA CONFRATERNITA DELLA CAZZUOLA

 

L’acqua razionata ed una colata di cemento da 140 miliardi
I “Palazzinari”, la “Beffa” ed il “Conflitto d’interessi”

 

 

I PALAZZINARI

 

Quella che vi racconteremo oggi è la storia di una somma di pesanti interventi urbanistici che, oltre a non avere eguali nella storia del paese, contribuiranno a stravolgere definitivamente ed irrimediabilmente il tessuto urbano e sociale di Roveredo. Vi parleremo appunto di quella che, a ragion veduta, si può chiamare la “CONFRATERNITA DELLA CAZZUOLA”, un piccolo gruppo di Amministratori, con il pallino dei “Palazzinari”. Se avrete le pazienza di leggere questo articolo fino alla fine, capirete che la cosa riguarda direttamente tutti i cittadini.
Come molti di voi già sapranno, negli ultimi tempi questa Amministrazione ha presentato una serie di progetti urbanistici per l’edilizia privata, cioè progetti pagati da tutti a vantaggio di pochi, che prevedono di sommergere questo paese con una colata enorme di cemento, con conseguenze pesantissime e difficilmente calcolabili per il traffico e la salute dei cittadini.
Elenchiamo solo le ultime decisioni:

  1. Piano particolareggiato di via Julia (Area Centrale I) che prevede la ristrutturazione di tutto quel complesso di case poste di fronte all’Auser, per un ammontare complessivo di 60.000 metri cubi, pari ad un incremento della popolazione di ca. 550 abitanti.
  2. Piano particolareggiato “Area Centrale II”, che prevede l’abbattimento di quasi tutti gli edifici che vanno dal panificio fino all’edificio della “Vis e Virtus” per una lunghezza di oltre 160 metri e la loro sostituzione con una serie di condomini e negozi porticati per un volume complessivo di 43.000 metri cubi, pari a ca. 400 abitanti.
  3. Il complesso del “Condominio Fata TURCHINA” che sorgerà accanto alle poste, di cui vi abbiamo ampiamente parlato nei numeri scorsi, per un ammontare complessivo di 14.400 metri cubi, pari a ca. 130 abitanti.
  4. Nella stessa zona è già stato costruito il mastodontico complesso “La Corte del Puart”, con i sui negozi ed abitanti (10.000 metri cubi, ca. 60 abitanti)
  5. In centro paese, adiacente alla COOP, sorgerà poi il complesso “Il VIALE”, per un volume di 22.400 metri cubi, pari a ca. 210 abitanti.

Vi abbiamo elencato solo gli ultimi progetti, trascurando tutti gli altri più o meno grandi che sono nati recentemente o che sono in via di esecuzione.
Bene. Se voi sommate il tutto, vedrete che a Roveredo dovranno essere costruiti 163.000 metri cubi di nuove abitazioni, con un incremento della popolazione di 1.500 nuovi cittadini, e di circa 1.000 auto stanziali oltre a tutte quelle che gireranno per i nuovi negozi previsti in questi condomini e/o per far visita ai loro abitanti.
Per dare poi un senso economico a quanto stiamo dicendo, in base ai nostri calcoli, che ognuno di voi può controllare, si tratta di una speculazione edilizia da
140 miliardi di lire.

 

Fermatevi un momento e riflettete.

 

In un colpo solo il vicesindaco ed il sindaco di questo paese hanno deciso di:

Ma tutto questo che vantaggio porta ai cittadini di Roveredo?
Purtroppo, anche questa volta, si può solo parlare di svantaggi e costi per la popolazione.

 

L’ACQUA RAZIONATA

  1. Data la situazione del nostro acquedotto (in estate manca l’acqua), quando questi 1.500 nuovi abitanti saranno a Roveredo dovremo sicuramente razionare l’acqua, anche perché l’acquedotto come ci ha risposto il sindaco non è una priorità.
  2. Circolare e parcheggiare in centro paese, dove ci sono tutti gli uffici pubblici ed i negozi, sarà impossibile.
  3. Quel po’ di pace e tranquillità, che tutti coloro che abitano o vengono a Roveredo apprezzano, sparirà del tutto. L’inquinamento dell’aria che respiriamo e del rumore da traffico diventerà ancora più insopportabile.

E tutto questo perché?
Chi ce lo fa fare?
Nell’interesse di chi è tutto ciò?

 

LA BEFFA

 

Ma oltre al danno la Beffa.

 

Eh sì! Perché la “lobby del cemento” che ci amministra ha pensato bene di far pagare questa speculazione privata a tutti i cittadini (circa 2 miliardi).
Ogni abitante di Roveredo, infatti, pagherà di tasca propria 400.000 lire (in progettazioni e lavori per le opere primarie), per permettere ai signori che costruiranno il Condominio FATA TURCHINA ed i condomini della lottizzazione “AREA CENTRALEII” (vedi punto 2) di fare la loro bella speculazione edilizia.
Ogni famiglia (di 4 persone) pagherà di tasca propria ca. 1.600.000 lire, per non poter più parcheggiare in centro, per avere l’acqua razionata e per vivere in mezzo al cemento ed al traffico.
Noi, naturalmente, non abbiamo nulla in contrario che il paese venga abbellito, che le vecchie case vengano recuperate e ristrutturate. Ma tra recuperare una casa e trasformarla in una serie di condomini, c’è una bella differenza.

 

IL CONFLITTO D’INTERESSI

 

Noi possiamo anche ritenere ininfluente che quando questi progetti vengono discussi in Consiglio Comunale o nelle Commissioni, una volta tocchi al sindaco uscire dall’aula per conflitto d’interessi, la volta dopo il vicesindaco non partecipi alle votazioni per conflitto d’interessi, mentre in quella successiva un consigliere di maggioranza non si presenti neanche in aula per conflitto d’interessi.
Noi possiamo sorvolare su tutto ciò, quello che non possiamo accettare è che il paese venga completamente stravolto, senza che sia stato fatto uno straccio di studio sull’impatto che queste costruzioni avranno sul traffico, sull’acquedotto e sulla vivibilità in generale per tutta la popolazione.
Hanno infatti preso tutte queste decisioni senza neanche sapere quanti nuovi abitanti verranno a Roveredo (ad una precisa domanda in Consiglio Comunale non sono neanche stati in grado di rispondere, giustificandosi con il fatto che non avevano fatto i conti, e quando li hanno fatti in aula li hanno anche sbagliati).
Ma quello che è più inaccettabile è che tutto ciò, costruzioni per 140 miliardi, venga fatto senza minimamente consultare la popolazione, senza salvaguardare gli interessi degli attuali abitanti di Roveredo, ma agendo solo nell’interesse della speculazione privata in favore di poche persone.

 

Nota: i termini “speculazione” e “palazzinari” sono usati senza alcuna connotazione negativa, e non implicano alcun pregiudizio di merito.

 

 

Foto nr. 1 - Lato destro di via Julia

 

Foto nr. 2 - Panificio

 

Foto nr.3 - Sala Vis e Virtus

 


 

 

“Case Popolari”
Una casa per pochi, pagata da tutti

 

Crediamo che tutti voi ormai conosciate la storia delle case popolari, un terreno di 10.000 metri di proprietà comunale che invece di essere trasformato in un parco pubblico verrà cementificato per una “speculazione” edilizia. Abbiamo trattato parecchie volte questo tema sul Notiziario, abbiamo posto una trentina di domande, domande logiche e razionali a cui un’Amministrazione, che non consideri la proprietà pubblica come cosa sua, avrebbe dovuto dare doverose risposte.
Ebbene, non una di queste domande ha ricevuto una risposta. Le uniche risposte che l’Amministrazione ha dato sono stati degli “sfottò” in Consiglio Comunale sull’analfabetismo e l’incapacità di capire del Delfino.
Vediamo allora che cosa abbiamo capito noi poveri analfabeti sulla base dei fatti e dei documenti:

Tutto ciò premesso, ritorniamo a formulare una parte delle oltre trenta domande che già abbiamo fatto:

  1. Se come avete detto recuperate tutte le spese e farete dell’”edilizia di livello medio-alto” – roba da ricchi e non da poveri, quindi – come farete ad aiutare quelli che non hanno i soldi per comperarsi neanche un appartamento popolare? Farete pagare la differenza a tutti i cittadini di Roveredo? Perché, in caso contrario, quei signori non potranno mai comprarsi un appartamento di livello medio-alto, cioè un appartamento da ricchi. Questo lo capisce anche un bambino dell’asilo
  2. Chi saranno i fortunati destinatari di questi appartamenti? Su che base verranno scelti? Saranno cittadini di Roveredo? Come faranno a darli solo ai roveredani, visto che la legge lo proibisce?
  3. E se invece venderete dei lotti, li venderete a prezzo di mercato? E se non li vendete a prezzo di mercato, la differenza la pagheranno i cittadini di Roveredo? E se la pagheranno i cittadini di Roveredo, per quale motivo 15–20 persone potranno comperarsi dei lotti a prezzi inferiori, accollando la differenza alla comunità? Perché tutti gli altri cittadini hanno dovuto pagare i terreni a prezzo di mercato e questi 15–20 no?
  4. Se poi hanno i soldi per comperarsi il terreno e per costruirsi la casa, allora non sono cittadini tanto bisognosi, spiegateci, quindi, perché tutti i roveredani debbono pagare di tasca loro per permettere a questi 15–20 fortunati di costruirsi la villetta?
  5. Che cosa hanno di tanto speciale questi 15–20 fortunati per la cui casa tutti noi dobbiamo contribuire di tasca nostra?
  6. Chi sono?

Concludendo:

E tutto questo perché? Chi ci guadagna?
Che vantaggio ne ricava la comunità di Roveredo?

 

Se il vicesindaco ed il sindaco vogliono fare “i palazzinari”, perché non lo fanno con i soldi loro invece di farlo con quelli di tutti i cittadini?

 

Nota: i termini “speculazione” e “palazzinari” sono usati senza alcuna connotazione negativa, e non implicano alcun giudizio di merito.

 


 

 

EL MUSSO, EL CAN E A SIMIA

 

Poiché ci rendiamo conto che gli argomenti trattati in questo numero possono risultare pesanti e noiosi, abbiamo pensato di pubblicare anche questa storiella in dialetto trevigiano, che con la politica non c’entra niente, ma che speriamo vi faccia sorridere un po’.
“In prinsipio Dio crea el musso el ghe dixe; “Te sarè musso. Te lavorerà sensa mai lamentarte, dall’alba al tramonto, portando pesi sua gropa, te magnerà erba, no te gaverà l’inteighensa e te viverè fin a 50 ani. Te sarè musso”. El musso che risponde: “Sarò musso, però rivare a 50 ani xe massa, damene 20”. E Dio dixe “va ben!”

Eora Dio crea el can el ghe dixe: “Te sarè can. Te difenderà a casa de l’omo e te sarè el so miliore amico, te magnerà queo che i te darà e te vivarè 25 ani. Te sarè can”. El can ghe risponde: “Signore, vivare 25 ani xe massa per mi, dame 10 ani che me basta”. E Dio o acontenta.

Eora Dio crea a simia: “Te sarè simia” dixe. “Te salterà da rama in rama fasendo a paiassa, te divertirè tutti e te vivarè 20 ani. Te sarè simia”. “Signore, vivare 20 ani a xe dura! Damene soeo 10 da ani.” “Concesso” dixe el Signore.

Finalmente Dio crea l’omo el ghe dixe: “Te sarè omo. L’unico essere bon de rasonare sua facia dea tera, te userè l’inteighensa per comandarghe ae bestie, te dominerè el mondo intiero e te vivarè 20 ani. Te sarè omo”. Risponde l’omo: “Signore sarò omo, ma vivare 20 ani me par pocheto, dame i 30 ani che el musso ga rifiutà, i 15 che el can no ga vossuo e i 10 che a simia no ga acetà. Cusì el Signore ga fato.

Da allora l’omo vive 20 ani da omo, el se sposa e passa 30 ani da musso lavorando e portando tuto el peso dea fameia soe spae. Dopo quando i fio va par conto suo el vive 15 ani da can, tendendo a casa e magnando queo che ghe vie dà, par dopo rivare a essere vecio, ‘ndare in pension e vivare 10 ani da simia saltando de casa in casa, de fiolo in fiolo e fasendo el paiasso par far divertire i nevodi”

 


 

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