Anno 2 nr. 08 Dicembre 2001
In questo numero:
Un bella fiaba da tanti, tanti miliardi
Nel numero precedente vi avevamo raccontato come un terreno destinato a verde pubblico ( il vigneto a fianco dell’Ufficio Postale di Roveredo), era diventato un terreno edificabile, aumentando contemporaneamente il suo valore di 40 volte.
Questa volta vi raccontiamo che cosa succederà su quel terreno.
In base al piano approvato dalla Maggioranza (disegni e plastico sono visibili in Comune all’Ufficio Tecnico) su quest’area e su quella adiacente delle Poste sorgerà un lunghissimo condominio con una superficie di circa 1.600 metri quadrati, per un’altezza di 9 metri, pari a tre piani.
Facciamo ora insieme alcuni calcoli:
Moltiplicando 1.600 mq per 9 m di altezza otteniamo un volume lordo di 14.400 metri cubi.
Sottraiamo da questo volume i portici ed i passaggi pedonali per circa 1.000 mc., ed abbiamo un volume netto di 13.400 metri cubi.
Dividiamo i 13.400 mc. per 3 metri in altezza ed abbiamo una superficie abitabile di 4.467 mq.
Moltiplichiamo 4.467 mq per 2.500.000 lire al mq. ( prezzo medio di mercato a Roveredo per appartamenti) ed otteniamo la bella cifra di 11,2 miliardi. E’ naturalmente una cifra approssimata per difetto, visto che sotto i portici ci saranno anche negozi ed uffici con un prezzo al mq. ben più alto.
Un’operazione insomma da 11 miliardi.
E qui si chiude il cerchio; siamo partiti da un terreno agricolo del valore di 7 milioni e siamo arrivati ad un condominio da
11 miliardi,
1.600 volte di più.
Altro che “bau bau, micio micio, ”, come dice il nostro amico Iacchetti di “Striscia la Notizia”.
Ma da questa operazione, i cittadini di Roveredo che cosa ci hanno guadagnato?
Per la verità, più che guadagnarci, a nostro giudizio, i cittadini di Roveredo ci hanno perso.
Hanno perso, per esempio, un terreno che poteva essere usato per altri scopi, come spiegheremo meglio nell’ultima pagina. E poi, secondo noi, hanno perso anche un’altra cosa importante.
Hanno perso il loro mercato del giovedì.
Come sapete infatti, il mercato è stato spostato da via Donatori del Sangue (di fronte al Municipio) a Piazza Roma, dove nessuno lo vuole, dai cittadini ai residenti per finire agli ambulanti. D’altra parte era evidente che costruendo questi condomini, ristrutturando la via Donatori del Sangue, che verrà ristretta, il mercato non poteva più rimanere dov’era, ma doveva essere spostato. Siccome spostarlo con i condomini in costruzione o già costruiti avrebbe dato adito a critiche, l’Amministrazione ha pensato bene di farlo prima, con buona pace di tutta la popolazione che non voleva lo spostamento.
A questo punto noi chiediamo nuovamente all’Amministrazione:
Queste domande noi continueremo naturalmente a ripeterle finché non avremo una risposta.
Ai lettori: nel prossimo numero vi daremo altre interessanti informazioni su questo caso, che tanto interesse ha suscitato nel paese.
LA “NON-RISPOSTA” DEL SINDACO
Ed ecco quale è stata la risposta del sindaco e dell’Amministrazione ai rilievi da noi mossi nel numero scorso del Notiziario.
Citiamo integralmente dal Messaggero Veneto del 20 Novembre 2001:
“Era un problema di piano particolareggiato ed era stato spiegato a suo tempo al proprietario. Qui il fatto è un altro e di ben gravi dimensioni: ogni cosa viene presa a pretesto per sollevare illazioni e per mettere in dubbio l’onestà degli amministratori. A volte, basterebbe anche documentarsi. Se una scelta è stata modificata, vuol dire che era legittimo farlo ed è supportata da elementi tecnici. E’ ora di smetterla con illazioni e sospetti”.
Questo è tutto, non una parola di più, non una parola di meno. Analizziamola, quindi, nel dettaglio:
Il sindaco dice: “…vuol dire che era legittimo farla ed è supportata da elementi tecnici”. Perché ci tiene tanto a sottolineare che era legittimo farla? Prima parla di “messa in dubbio dell’onestà degli amministratori”, poi di “legittimità”, ma ha letto bene quello che abbiamo scritto ? Noi abbiamo chiesto perché un pezzo di verde pubblico è stato trasformato in area edificabile e sulla base di quali motivazioni ciò è stato fatto. E su tutto questo il sindaco non ci dà, purtroppo, alcuna risposta. Perché ?
Perché, invece di rispondere con i soliti piagnistei, dipingendosi come la vittima delle nostre bugie, illazioni e sospetti, non risponde con fatti e documenti alle nostre domande ?
Perché se siamo dei bugiardi non dimostra pubblicamente che mentiamo ?
Ogni volta che poniamo delle domande, il sindaco ed i suoi rispondono con dei piagnistei, mai una volta con fatti e documenti.
Concludendo, poiché, aldilà delle solite recriminazioni, non è stata data ancora alcuna risposta alle nostre domande, non credete sia giunto il momento di rispondere, citando, magari, fatti e documenti.
Scandalo dei “ PARCHEGGI D’ORO “?
SILENZIO D’ORO
Antichi proverbi recitano: “un bel tacer non fu mai scritto” ed “il silenzio è d’oro”. Forse ci sbagliamo, ma questi vecchi detti sembrano proprio fatti apposta per i nostri amministratori comunali.
Cominciamo dall’inizio.
Nell’aprile di quest’anno abbiamo pubblicato un articolo informando la popolazione sulla volontà dell’Amministrazione di costruire due nuovi parcheggi a Roveredo.
Naturalmente, come sempre, per tutte le affermazioni che avevamo fatto allora e che ripetiamo oggi, il DELFINO ha tutta la documentazione ufficiale del Comune (disegni, descrizioni tecniche, preventivi di spesa) che, in qualsiasi momento si rendesse necessario, potremmo pubblicare.
Il costo pazzesco di questi parcheggi, pagati naturalmente con i soldi di tutti noi, ci aveva fatto parlare otto mesi fa di
“scandalo dei parcheggi d’oro”.
Di fronte ad una simile affermazione, qualsiasi Amministrazione si sarebbe sentita punta sul vivo e si sarebbe affrettata a dare delle spiegazioni esaurienti sul perché, sul come e via dicendo.
L’Amministrazione di Roveredo, no.
L’Amministrazione di Roveredo spende ca. 430 milioni (terreni esclusi) per 42 posti macchina e non sente il dovere di risponderne ai cittadini.
Eppure sono passati ben 8 mesi.
Ma di chi sono i soldi, del vicesindaco e del sindaco o di tutti i cittadini?
CATTIVA AMMINISTRAZIONE E BUONA AMMINISTRAZIONE
UN CONFRONTO ISTRUTTIVO
In queste pagine vi abbiamo parlato del condominio “Fata Turchina” e dei “Parcheggi d’oro”, due chiari esempi di cattiva amministrazione. Da una parte infatti si toglie alla comunità un terreno verde importante per permettere una “speculazione” edilizia privata, dall’altra si spendono cifre enormi per parcheggi di poca o nulla utilità. E’ evidente a tutti che nessun buon padre di famiglia gestirebbe cosi il proprio patrimonio, a maggior ragione, non dovrebbe essere gestito così neanche il patrimonio pubblico, cioè le tasse pagate da tutti i cittadini.
Ciò premesso, che cosa avrebbe potuto fare una buona amministrazione.
Dei bravi amministratori avrebbero potuto farne un piccolo giardino, ben curato e ben progettato, piacevole per l’occhio e per il paesaggio.
Dei bravi amministratori, data la catastrofica situazione dei parcheggi in centro a Roveredo, avrebbero magari potuto costruire un parcheggio, qui, invece che in via III Ottobre, dove non serve. Questa volta sì un bel parcheggio, e, se proprio ci tenevano anche con la fontana di marmo e la pavimentazione in pietra, la gente lo avrebbe capito. Posizionato in una zona così centrale avrebbe abbellito il paese, e sarebbe stato utile a tutti i cittadini, rendendo più facile trovare un posto dove parcheggiare. Non dimentichiamo che in quella zona ci sono gli uffici pubblici, le poste, il supermercato e molti negozi ed è sempre difficilissimo parcheggiare. Un bel parcheggio inoltre non avrebbe disturbato il mercato, anzi avrebbe contribuito ad espanderlo, con soddisfazione di tutti i cittadini. Ecco, questa, secondo noi, si chiama buona amministrazione. Questo significa fare l’interesse dei cittadini.
Ma se proprio non volevano farci un giardino, se non volevano farci un parcheggio, se ritenevamo che questo terreno non fosse importante per il paese, potevano sempre trasformarlo in verde privato o permettere al proprietario di costruirci una villetta. Quello che sicuramente non doveva essere fatto è un enorme condominio che cemetifica tutta l’area, senza lasciare neanche un filo d’erba e senza apportare nessuna utilità ai cittadini.
Nota: il termine “speculazione” è usato senza alcuna connotazione negativa, e non implica alcun giudizio di merito.