Anno 2 nr. 02 Febbraio 2001


In questo numero:


 

Vivere in un paese sicuro è un diritto.

Discutiamone insieme.

 

Che cosa fare per rendere Roveredo un paese sicuro.
Che cosa fare per dare tranquillità ai cittadini.

 

Coloro che ci hanno seguito negli ultimi due anni sanno che il DELFINO si è più volte occupato del problema della sicurezza a Roveredo. Era già nel nostro programma elettorale e, conseguentemente, abbiamo cercato di portare avanti questo tema con il proposito di rendere la vita più tranquilla e sicura a Roveredo.
Come tutti sapete, nel nostro paese ci sono state diverse rapine –ai supermercati ed alle banche-, rapine a mano armata che in un paio di casi si sono concluse con morti. Molte famiglie di Roveredo hanno subito furti e danneggiamenti. Il numero dei furti è in continuo crescendo ed ha raggiunto il ragguardevole traguardo di parecchie decine all‘anno. Anche se non è una situazione da stato di guerra, è per lo meno preoccupante, e c’è il rischio concreto che la situazione si aggravi ulteriormente. Le politiche delle porte aperte all’immigrazione indiscriminata fatte negli ultimi 5 anni dal governo, hanno sicuramente contribuito ad appesantire la situazione in tutta Italia e, di conseguenza, anche a Roveredo.
In questi ultimi mesi inoltre, la situazione è peggiorata in tutto il paese ed i giornali e la televisione sono pieni di notizie su questo argomento.
Noi riteniamo quindi che il problema della sicurezza a Roveredo sia un problema sentito. Un problema di cui è necessario occuparsi.
Intelligenti misure di prevenzione prese in tempo utile possono risparmiare a tutti noi, spiacevoli o luttuose sorprese future.

 

I cittadini e, soprattutto, gli anziani hanno diritto di vivere in tranquillità e sicurezza.
Il Delfino ha tentato di sensibilizzare l’Amministrazione Comunale su questo tema con alcuni interventi in Consiglio Comunale, ma questo problema sembra non interessare affatto il Sindaco e la sua maggioranza, occupati a lottizzare terreni e a costruire opere inutili. Abbiamo perciò deciso di rivolgerci direttamente alla popolazione con questo numero dedicato principalmente a questo importante tema.
Nelle pagine interne troverete una serie di proposte e di idee che noi abbiamo elaborato. Non sono proposte definitive da prendere o lasciare, sono soprattutto spunti per una discussione pubblica, sono idee lanciate per far nascere altre idee. E’ importante che ogni singolo cittadino dia il suo personale contributo per risolvere questo problema. Sul notiziario sono riportati numeri di telefono ed indirizzi a cui rivolgervi, per qualsiasi cosa vogliate proporre o segnalare, anche solo il vostro accordo o disaccordo. La sicurezza non è solo un problema delle forze dell’ordine, è un problema di tutti noi. Tutti noi possiamo fare qualcosa per sentirci, per stare più tranquilli e lo possiamo e lo dobbiamo fare nel più assoluto rispetto della legge.
Se ci vorrete dare una mano, tenteremo insieme di rendere il paese più sicuro e vivibile.

 

In questo caso, purtroppo, non è vero che “chi fa per sé, fa per tre”.

 

Contattateci, fateci conoscere il vostro parere, dateci i vostri suggerimenti.

 


 

 

Sicurezza attiva: Controllo del territorio

 

 

La filosofia di questa proposta è semplice: per prevenire bisogna conoscere e controllare. Ci spieghiamo meglio. In un territorio in cui non ci siano controlli di alcun genere, qualsiasi delinquente si sente in qualche modo “autorizzato” a commettere reati. Questa “autorizzazione” gli deriva dal fatto di avere la certezza quasi matematica di poterla fare franca. Se noi invece, sviluppiamo una rete stretta di controlli di vario tipo e genere, sicuramente disincentiviamo il malintenzionato a delinquere. Il principio è abbastanza semplice e comprensibile: dove c’è rischio è meglio girare alla larga.
Il problema a questo punto è solo quello di individuare come e con che mezzi controllare il territorio nel rispetto della legislazione vigente. Partendo da questo punto fermo, abbiamo elaborato alcune idee che potrebbero tramutarsi in azioni.

 

1. Controllo diurno e notturno del paese

 

A) Controllo diurno
In questi ultimi anni il personale del Comune è stato potenziato in modo considerevole. Non crediamo infatti che si possa dire che la pianta organica del Comune sia sottodimensionata. Potrebbero, quindi, esserci le risorse interne per sgravare il nucleo dei nostri vigili urbani dai compiti burocratici di ufficio e permettere loro di esercitare un controllo più stretto del territorio durante il giorno. Noi crediamo che un pattugliamento costante del paese da parte dei vigili, con controllo frequente degli obiettivi a rischio e segnalazioni tempestive ai carabinieri di persone, auto e movimenti sospetti potrebbe contribuire a prevenire una serie di reati, di truffe ai danni di cittadini o, semplicemente, rendere difficili i sopralluoghi che i banditi normalmente compiono prima di colpire. E questa sarebbe già un’ottima misura di prevenzione. Naturalmente questo tipo di intervento dovrebbe essere approfondito e studiato d’intesa con il comando dei nostri vigili ed in coordinamento con le forze dell’ordine competenti per il territorio. Sarà probabilmente necessario addestrare ed equipaggiare adeguatamente i vigili di Roveredo.

 

B) Controllo notturno
Il controllo notturno che, per furti e reati vari è il più importante, non può probabilmente venire esercitato dai vigili urbani, anche per una questione di organico. In questo caso si potrebbe ricorrere ad una società locale di sorveglianza, debitamente autorizzata dagli organi dello stato competenti, per svolgere di notte i pattugliamenti ed i controlli che di giorno vengono espletati dai vigili. Nelle ore di maggior pericolo, da mezzanotte alle 4-5 del mattino per esempio, una pattuglia automunita potrebbe vigilare sul territorio, informando tempestivamente i carabinieri di ogni movimento od azione sospetta. Questo potrebbe essere un modo per prevenire furti od altre azioni delittuose nei confronti dei cittadini. Un simile intervento avrebbe dei costi sicuramente sopportabili dalle casse comunali. Nel caso ci fossero problemi di bilancio, potremmo sempre rinunciare a qualche opera inutile.

 

C) Incisività dei controlli
Per dare una maggiore incisività e concretezza a questo tipo di controlli, si potrebbero trovare degli accordi con i Comuni confinanti per estendere il territorio controllato, creare sinergie di intervento e prevenzione, riducendo così anche i costi degli interventi.

 

2. Telecamere di sorveglianza

 

Roveredo, essendo un paese piccolo, ha la fortuna di non avere decine di strade di accesso. Le più importanti strade di accesso al paese sono 6 o 7; questo significa che chi vuole entrare od uscire dal paese deve passare per queste strade. Partendo da questo dato di fatto, una misura importante da prendere velocemente, sarebbe, a nostro avviso, quella di installare una serie di telecamere nei punti strategici di accesso al paese. Queste telecamere, funzionanti 24 ore al giorno, servirebbero a due scopi:

 

A) da una parte costituirebbero un deterrente per i malintenzionati, che sapendo di essere controllati, ci penserebbero due volte prima di commettere reati nel territorio del Comune,

 

B) dall’altra, permetterebbero alle forze dell’ordine di individuare con maggiore facilità auto e persone sospette che, in concomitanza con eventuali reati si fossero aggirate per il paese.
Naturalmente sarà necessario approfondire i dettagli tecnici di una simile misura nel rispetto della legge sulla privacy. Tali filmati, inoltre, dovranno essere accessibili solo ai carabinieri ed usati esclusivamente per la lotta alla delinquenza e per nessun altro scopo. Ma una cosa è certa, la videosorveglianza potrebbe essere un mezzo efficace di controllo del territorio e prevenzione dei reati.
Se oltre a controllare gli accessi al paese si ponessero sotto controllo anche obiettivi strategici come le banche, i supermercati, gli edifici pubblici (magari anche con il contributo dei privati) l’azione di prevenzione e repressione sarebbe notevolmente incrementata.

 

3. Potenziamento delle forze dell’ordine

 

Le statistiche ufficiali dicono che in Italia c’è un poliziotto ogni 170 abitanti, in Germania uno ogni 350 abitanti ed in Svezia uno ogni 520 abitanti. Qual’è la situazione nel nostro territorio ?
Il Comune di Roveredo, insieme a quello di Porcia e Fontanafredda dipende per la sicurezza dalla stazione dei carabinieri di Fontanafredda. I carabinieri di Fontanafredda controllano un territorio di circa 100 chilometri quadrati con una popolazione di circa 30.000 persone. La stazione dei carabinieri di Fontanafredda ha un organico di 7 carabinieri: questo significa che i nostri carabinieri debbono tutelare circa 4.300 cittadini, cioè 25 volte più cittadini della media nazionale. Ora se questo paragone non va preso alla lettera, fa, comunque, per lo meno riflettere. Se si aggiunge che i nostri carabinieri debbono presidiare la stazione di Fontanafredda, ogni tanto debbono mangiare e dormire come tutti, non può certo rimanere loro molto tempo per presidiare il territorio. Dobbiamo solo ringraziarli, perché finora debbono aver fatto dei miracoli.
Alla luce di tutto ciò, noi riteniamo necessario che il nostro Comune, insieme ai comuni limitrofi o da solo, richieda con la massima urgenza alle competenti autorità un consistente aumento del numero di carabinieri della stazione di Fontanafredda e continui a rompere le scatole finchè non avrà raggiunto lo scopo.

 


 

 

Sicurezza passiva:

 

 

Se le misure che abbiamo raggruppato sotto il titolo “sicurezza attiva” servono a prevenire la delinquenza, le misure che noi definiamo di “sicurezza passiva” servono ad aiutare la popolazione prima e dopo che i reati sono stati commessi.

 

1. Assicurazioni collettive

 

I furti negli appartamenti sono purtroppo in aumento anche nel nostro Comune, ed a volte i ladri non si limitano solo a rubare, ma compiono dei veri e propri raid vandalici, danneggiando mezza casa. Oltre al danno i cittadini sono costretti a subire anche la beffa. Potrebbe a questo punto essere utile che il Comune stipulasse una polizza assicurativa collettiva contro i danni, che coprisse tutti i cittadini di Roveredo. Questa polizza potrebbe coprire:

Una polizza di questo genere avrebbe dei costi bassissimi per l’amministrazione, tranquillamente sopportabili per le casse comunali e rappresenterebbe un piccolo aiuto iniziale per i malcapitati.

 

2. Security call center

 

Una misura molto importante per il rafforzamento della prevenzione sono le segnalazioni sulle persone e sulle auto sospette che i cittadini dovrebbero fare alle forze dell’ordine. In quest’ottica attivare un numero telefonico, gestito dai vigili urbani o da una società di sorveglianza, a cui rivolgersi 24 ore al giorno per segnalazioni di auto e persone sospette, richieste di consigli, denunce ecc., potrebbe essere uno strumento utile.
Questo “centro di chiamata” potrebbe inoltre fornire consulenza ai cittadini che hanno subito furti o altri tipi di reato, aiutandoli, per esempio, a districarsi nella giungla burocratica delle denunce alle forze dell’ordine, alle assicurazioni, ecc.

 

3. Osservatorio permanente

 

Alla base di un’efficiente prevenzione c’è una conoscenza il più possibile ampia ed articolata di ciò che succede sul territorio. Insieme alla conoscenza, il coordinamento delle iniziative di prevenzione, controllo e repressione è indispensabile per poter operare con efficacia. A questo scopo è indispensabile costituire un organismo che potremo chiamare “Osservatorio permanete”, del quale facciano parte i carabinieri, i vigili urbani, esponenti della maggioranza consigliare, delle minoranze, delle associazioni dei commercianti, dei genitori e di quant’altri possano portare un contributo fattivo. L’Osservatorio, riunendosi periodicamente, può discutere i problemi e le tecniche da adottare di volta in volta per mantenere alto il grado di sicurezza del paese.

 

4. Servizio informativo

 

Molto spesso la popolazione non è in grado di difendersi da ladri e truffatori per mancanza di informazioni. Un opuscolo appositamente studiato e redatto da esperti del settore, da distribuire a tutta la popolazione, potrebbe rivelarsi come uno strumento aggiuntivo per la prevenzione. Una serie di consigli sul come incrementare la sicurezza delle case e dei beni dei cittadini, sulle modalità delle truffe più comuni, soprattutto a danno delle persone sole od anziane, su che cosa fare in caso di furti, truffe ecc., sono tutte informazioni che sarebbe bene mettere a disposizione dei cittadini. Ed anche qui, i costi di questi servizi sarebbero tranquillamente sopportabili dalle casse comunali.

 

5. Tutela anziani

 

La parte più debole della popolazione, quella più facilmente soggetta a furti e truffe, è costituita, purtroppo, dagli anziani. Persone di una certa età che spesso vivono sole e che per questa ragione sono più facilmente preda dei delinquenti. In questo caso l’elettronica ci può dare una mano. Il Comune potrebbe fornire gratuitamente a queste persone una “cicalina”, una specie di semplice telecomando cioè, con il quale premendo un pulsante in caso di pericolo, le forze dell’ordine vengano immediatamente informate che questa persona ha urgente bisogno di aiuto. Se la cicalina è semplice, anche le inevitabili chiamate a vuoto possono essere ridotte, e gli anziani avrebbero in mano uno strumento che, oltre a fornire una sicurezza psicologica, potrebbe essere anche di effettivo aiuto in caso di bisogno.

 

Queste in sintesi le nostre proposte. La parola ora passa ai cittadini.

 


 

 

Le Ambulanze e le “montagne russe”

 

Nel precedente numero avevamo segnalato all’Amministrazione che l’inutile e pericolosa pista ciclabile “Municipio” era, tra le altre cose, senza segnaletica e creava disagi alle ambulanze che trasportano gli anziani. Abbiamo notato con piacere che, per non incorrere in guai, un paio di giorni dopo la nostra segnalazione la segnaletica è stata fatta. Lo zoccolo di via Carducci, invece, che continua a creare problemi alle ambulanze ed agli anziani che vi viaggiano è sempre al suo posto. Hanno asfaltato un pezzo di strada, ma non hanno avuto il buonsenso di tamponare con qualche palata di asfalto i bordi dello zoccolo per rendere l’attraversamento meno disagevole. Non riusciamo a comprendere perché questa Giunta continui a sottovalutare i problemi degli anziani. Il rispetto degli anziani, anche nelle piccole cose, è il primo indice della civiltà di un popolo.
Naturalmente, il Delfino continuerà a denunciare il problema finchè l’Amministrazione non avrà provveduto.

 

A proposito di segnaletica: a che cosa servono le strisce pedonali che finiscono davanti ai cassonetti dell’immondizia o ai cancelli dei giardini privati, sulla strada antistante le scuole? Qualcuno ce lo può spiegare? Se qualche volta il Sindaco ed i suoi assessori andassero a vedere quello che fanno, forse imparerebbero qualcosa.

 


 

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