Anno 2, nr. 1, Gennaio 2001


In questo numero:


 

 

Via Garibaldi
Parlano i cittadini

 

Abbiamo ricevuto da un gruppo di cittadini di Roveredo la seguente lettera che pubblichiamo integralmente:

“Roveredo in Piano, 19.11.2000
Caro “il delfino” siamo delle mamme, dei papà, dei nonni, e prima di questo dei cittadini che pagano le tasse, preoccupati per l’incolumità nostra e dei nostri figli. Siamo tutti abitanti di Via Garibaldi e/o laterali di questa e ci scontriamo ogni giorno con la pericolosità della nostra strada. E’ veramente difficile per noi poter fare una passeggiata, portare i nostri bambini in bicicletta e perfino svoltare nelle strade che portano nelle nostre abitazioni. E’ risaputo che in questa zona del paese non vengono rispettati i limiti di velocità, e questo non può essere totalmente imputato all’amministrazione comunale, ma la mancanza di un marciapiede e di una pista ciclabile è veramente un “mistero”. Vengono spesi soldi per costruire un impianto polifunzionale che verrà utilizzato per fare sagre e feste e non si pensa all’incolumità dei cittadini??? I nostri figli hanno o non hanno il diritto di poter uscire di casa e recarsi a scuola a piedi o in bicicletta senza rischiare di essere investiti??!! E’ possibile o no poter andare a far la spesa senza dover usare l’automobile per sentirsi più sicuri??!! Questo sono le domande che ogni giorno ci poniamo a alle quali non riusciamo a dare una risposta positiva. Vi inviamo la presente lettera perché abbiamo la certezza che con il Vostro aiuto le nostre richieste avranno più possibilità di essere ascoltate.
RingraziandoVi fin d’ora per la collaborazione, porgiamo distinti saluti.”


Questa lettera è stata firmata da 72 persone.


Desideriamo innanzitutto ringraziare questi cittadini che, in un numero così elevato, hanno avuto il coraggio di segnalarci il loro problema. Noi ci auguriamo che tanti altri cittadini, singolarmente od in gruppo ci segnalino problemi, idee ed iniziative di interesse comune. Per quanto possibile noi ce ne occuperemo.
E’ superfluo sottolineare che le richieste avanzate dai nostri concittadini con questa lettera sono pienamente condivise dal Gruppo del Delfino.
E’ un problema che interessa alcune centinaia di persone, ed è quindi un problema di tutti.
E’ un problema che, secondo noi, avrebbe dovuto essere risolto prima. Via Garibaldi ha un problema di sicurezza: è un problema di sicurezza per gli adulti, gli anziani ed i minori.
Ci attendiamo che l’Amministrazione si affretti a risolverlo con soddisfazione dei cittadini.
Via Garibaldi non può aspettare ancora!

 


 

 

“Case popolari”? E’ buio pesto

 

La volta scorsa abbiamo parlato del parco e delle “case popolari” nella zona ex-vivaio, e la cosa ha parecchio infastidito la maggioranza, che in un volantino ci ha accusati di “disprezzo” (per chi?), mentre per loro questo progetto rappresenterebbe “la possibilità di avere una casa per chi non è in grado di competere con il mercato attuale”. Bene. Ci hanno finalmente confermato che hanno intenzione di costruire le case popolari. Ora vorremmo che ci spiegassero che cosa significa la frase che abbiamo riportato sopra e quella che gli abbiamo più volte sentito pronunciare e, cioè, che queste case serviranno a calmierare il mercato immobiliare di Roveredo.
Ci farebbe piacere che rispondessero a queste domande:

  1. Il Comune in questa faccenda si comporterà come un’impresa edile o immobiliare? (Ci sembra che la legge non lo permetta)
  2. Incaricherà qualcun altro di costruire queste case? Se sì, in base a quali criteri? Con che contratti? In base a quali leggi?
  3. Con che criteri saranno assegnate queste case? Chi le assegnerà?
  4. A chi saranno assegnate queste case? A Roveredani? A cittadini italiani? A cittadini stranieri? (Ci sembra che la legge non permetta di discriminare tra roveredani, italiani e stranieri. E allora a chi andranno?)
  5. Che cosa significa calmierare il mercato? Queste case verranno vendute a prezzo di mercato? (Perché in questo caso non si calmiera niente). Verranno vendute a prezzi inferiori al mercato? Quanto inferiori al mercato? Chi pagherà la differenza tra il prezzo di mercato ed i prezzi inferiori a cui dovessero essere eventualmente vendute? Pagheranno i contribuenti di Roveredo?
  6. Di quante decine o centinaia di abitazioni stiamo parlando? Perché se si vuole calmierare un mercato, non possiamo certamente pensare a 10 o 15 abitazioni, a fronte di circa 1.500 famiglie roveredane
  7. E’ stato fatto uno studio preliminare sull’effettiva necessità di queste case popolari per i roveredani? O come di consueto si decide senza sapere di cosa si parla? Se c’è, ci piacerebbe conoscerlo
  8. La popolazione è d’accordo a costruire case popolari a Roveredo?

L’elenco delle domande potrebbe essere più lungo, ma ci fermiamo qui per il momento.
Noi non vorremmo che, viziati da oscurantismi ideologici – di stampo sovietico, per intenderci -, i nostri amministratori pensassero di costruire a sp0ese dei contribuenti di Roveredo delle belle case popolari, con la scusa di darle a roveredani bisognosi, per poi finire per consegnarle a sconosciuti italiani o stranieri che con Roveredo nulla hanno a che fare. Perché questo non è, a nostro giudizio, ma anche secondo la legge, compito del Comune di Roveredo. E’, semmai, compito dello Stato, e sicuramente non deve essere fatto con i soldi e sui terreni pubblici dei roveredani.
Delle risposte chiare ed esaurienti sarebbero gradite.
Finora non siamo riusciti ad averne. Questo progetto sembra essere coperto da massimo segreto.

 

Perché?

 


 

 

Runces, sempre Runces, solo Runces
Perché tanto astio?
Perché tanto accanimento? Cosa c’è dietro?

 

Dopo la giusta decisione della Provincia che ha bocciato dal punto di vista tecnico e da quello politico il progetto dell’Amministrazione per la Circonvallazione Runces, il Sindaco e la sua maggioranza hanno scatenato un putiferio. In un crescendo di reazioni scomposte hanno distribuito volantini, stampato manifesti, presentato Ordini del Giorno in Consiglio Comunale, rilasciato interviste ai giornali ed alla televisione, convocato assemblee pubbliche, nelle quali si sono esibiti in reiterate affermazione di questo tenore:


1. SINDACO
- “Performance insensata della Provincia”


2. VICESINDACO
- riferito al Consiglio Provinciale ”…una delle esibizioni più miserevoli che io
abbia visto in vita mia”,
- “show degno di altri tempi”
- impediremo “…che vengano perpetrati atti che fossero dei reati”, quasi che il Consiglio Provinciale fosse composto da incalliti delinquenti. O è una minaccia? O è un tentativo di intimidazione?
- “si deve continuare nella realizzazione di questa strada”, e così via.


A queste si aggiungono tutte le altre affermazioni scritte su manifesti e volantini.
(Tutte le frasi virgolettate sono registrate nei nastri del Consiglio Comunale)
La violenza di queste reazioni non trova certamente riscontro nella legittima decisione presa dal Consiglio Provinciale. Come spiegare questa acredine, questa totale mancanza di rispetto nei confronti di un organo istituzionale dello stato, nei confronti degli assessori e consiglieri provinciali, dei cittadini e della popolazione tutta.
Evidentemente questa decisione deve aver toccato degli interessi forti, deve essersi contrapposta a dei piani precisi, fortemente voluti; piani che a noi ad alla popolazione non sono evidentemente noti.
Se la decisione della Provincia avesse solo bloccato una semplice decisione sbagliata, che, tra le altre cose, la popolazione di Roveredo non condivide, non ci sarebbe stata una reazione di questo genere. Sarebbe stata spropositata. Noi non riusciamo ancora a capire bene il perché di tanto accanimento. Non riusciamo a capire bene cosa ci sia dietro questa storia della Circonvallazione Runces, ma vi confessiamo che diventiamo ogni giorno più curiosi.
Perché questo Vicesindaco e questo Sindaco, dopo la bocciatura tecnica della Provincia, dopo la bocciatura tecnico-poilitica del Consiglio Provinciale, dopo che una grossa parte dei cittadini si sono manifestati contrari a questa Circonvallazione, alzano i toni in questo modo e riaffermano pubblicamente che loro questo doppione di circonvallazione lo faranno comunque, infischiandosene di tutto e di tutti?

Perché questi signori vanno a raccontare in Provincia che nelle 500 firme raccolte, ci sono firme di bambini (lo provino se è vero, hanno l’elenco completo di nomi, indirizzi e telefono), perché scrivono che il problema riguarda una ventina di case (e allora da dove vengono le 500 firme?), perché insinuano, mentendo, che “li ci abitano quasi tutti i capi e le menti pensanti del Delfino”, pur conoscendo molto bene i nostri indirizzi? (Dobbiamo per caso pubblicarli?).

Perché si inventano addirittura delle inesistenti ritorsioni della Provincia?
Perché tutta questa caparbietà, perché tutte queste bugie, perché tutte queste reazioni scomposte?

Lo ripetiamo, noi non abbiamo ancora capito bene in che ginepraio abbiamo messo le mani, ma ci stanno facendo diventare sempre più curiosi e, forse, prima o dopo lo scopriremo.

 


 

 

Piste ciclabili
Qualche elemento in più per capirci meglio

 

Nei numeri precedenti vi abbiamo informati sul progetto complessivo “Piste Ciclabili” dell’Amministrazione, nel quale si prevede la costruzione di 5,4 km di piste ciclabili a Roveredo (ca. 4.700 abitanti) per una spesa complessiva di 3 miliardi e 250 milioni. Le piste ciclabili di Pordenone città hanno una estensione di 11 km, per una popolazione di oltre 50.000 abitanti (più di 10 volte quella di Roveredo). Torino la città con più piste ciclabili in Italia ne ha 65 km, mentre Milano, la seconda città più popolosa d’Italia, ne ha meno di 60 km.
Incuriositi da questi numeri, e non essendo pregiudizialmente contro le piste ciclabili dove servono, abbiamo chiesto in Consiglio Comunale se, prima di commissionare questo progetto, siano stati fatti degli studi sul numero di ciclisti circolanti a Roveredo, sull’effettiva necessità di queste piste, sulle strade più frequentate dai ciclisti e sul costo per ciclista ipotizzato. Ci sembrava logico che, prima di ordinare un progetto che impegna le casse comunali per più di 3 miliardi, fosse come minimo necessario conoscere questi dati, senza i quali è impensabile prendere una qualsiasi decisione. Nessuno di noi infatti, si sognerebbe di comprare un pulmino da 20 posti se la sua famiglia è composta da 3 persone in tutto. Sarebbe, come minimo, uno spreco inutile ed insensato. La disarmante risposta dell’assessore competente è stata: “non è stato fatto alcuno studio”, gli studi sarebbero stati “superflui” perché non si possono “targare le biciclette e dotarle magari di diario di bordo”.
Hanno deciso un progetto da 3 miliardi e rotti senza avere la minima idea di quante persone usino la bicicletta a Roveredo!!!

 


 

 

Antenne per cellulari
Un potenziale pericolo per la salute pubblica?

 

Una recente inchiesta televisiva ci ha confermato che in Italia circolano ca. 40 milioni di telefoni cellulari, ed ogni anni gli italiani parlano per 60 miliardi di minuti al cellulare, vale a dire ca. 2 ore a testa al mese. Il 64% degli italiani è preoccupato sui possibili danni alla salute creati dall’uso del telefonino, mentre il 30% è preoccupato dai possibili danni derivati dall’installazione di ripetitori di segnale (antenne) per i telefonini. Tutti gli studi fatti da istituti stranieri o internazionali non hanno fino ad ora dimostrato un nesso certo tra malattia e l’uso dei telefonini, come, naturalmente, non hanno dimostrato il contrario. In caso di dubbio, prevale generalmente il principio della cautela e, cioè, usare moderatamente il telefonino ed evitare di installare antenne in zone densamente popolate. Alla luce di queste considerazioni il Gruppo del Delfino ha presentato al Consiglio Comunale un Ordine del Giorno, nel quale, fatte le debite premesse, si diceva quanto segue:

“…, constatato che:
il Comune di Roveredo in Piano non ha tra le proprie norme e regolamenti addottati, alcun regolamento che si riferisca al problema del posizionamento di eventuali antenne e/o ripetitori sul territorio del Comune,
per prevenire che:
come nel caso precedentemente indicato, la scelta sull’eventuale posizionamento venga fatta dal Sindaco su non ben definite basi estetiche,
al fine di:
tutelare adeguatamente la salute pubblica e garantire alla popolazione assoluta tranquillità in questo campo
il Gruppo Consiliare del Buongoverno-Delfino

chiede

che venga approvato il seguente Ordine del Giorno, con il quale il Consiglio Comunale si impegna a varare, a mezzo dei sui organi competenti e nel più breve lasso di tempo possibile, un Regolamento Comunale sull’argomento in cui, tra le altre norme, si preveda esplicitamente che nuove antenne e/o ripetitori non vengano posti in zone del paese densamente abitate, o in prossimità di scuole, impianti sportivi, impianti sanitari, edifici pubblici e chiese. Si suggerisce inoltre che vengano individuate zone marginali del paese, ad impatto ambientale zero per la popolazione, in cui posizionare eventuali nuove antenne.”

Ci sembrava che fosse una richiesta dettata dal buonsenso e fatta nell’interesse di tutti.
E invece no, l’Ordine del Giorno è stato bocciato dalla maggioranza.
Il Sindaco ci ha risposto che loro “non debbono fare alcunché” perché una norma recente introdotta nel Regolamento Edilizio prevede le antenne a 300 metri dal centro abitato. (Questa norma è stata introdotta dopo un nostro intervento nell’ambito del Comitato per la Difesa del territorio, in cui con una lettera – agli atti del Comune – si chiedeva di non installare un’antenna nel campo sportivo).
Il Sindaco ha quindi concluso che “l’Ordine del giorno è palesemente inutile e da respingere”, mentre il Vicesindaco ci ha informati – con una battuta – che dopo aver consultato la biblioteca di casa sua è arrivato alla conclusione “che non c’è uno studio che dimostri che gli spinaci fanno bene” (Non abbiamo sbagliato a scrivere, ha detto proprio così. In Comune c’è la registrazione audio).
Avevamo chiesto di dotarci di un regolamento, come tanti Comuni hanno già fatto o stanno facendo, perché il problema è abbastanza complesso (modalità di installazione, autorizzazioni, eventuali risanamenti, sanzioni per i contravventori, considerazioni sulle sommatorie delle forze in atto ecc, ecc), tutte cose che non sono assolutamente previste nelle due righe del regolamento.
Sarebbe stata una decisione, che non aveva nulla di ideologico, che non comportava costi per il Comune, che non era contro nessuno.
Al contrario poteva essere nell’interesse di tutti, compresi gi abitanti dei paesi confinati con Roveredo.
Per faziosità ed infantilismo politico l’Ordine del Giorno è stato bocciato.
Possiamo sbagliare, ma crediamo che la salute pubblica dovrebbe essere al di sopra delle ripicche politiche!

 


 

 

Le bugie hanno le gambe corte

 

Nel tentativo di delegittimare la battaglia di via Runces la maggioranza ha accusato il Delfino di occuparsi, per bassi interessi personali, solo e sempre di Runces. Per rinfrescare la memoria di questi signori un po’ smemorati, pubblichiamo un piccolo elenco dei problemi di cui ci siamo occupati negli ultimi tempi:

Le bugie hanno le gambe corte e, soprattutto, si ritorcono contro chi le racconta. Naturalmente ci siamo occupati anche della Circonvallazione Runces, del Centro Polifunzionale, della pista ciclabile “Municipio”, anche perché si tratta di investimenti per 3-4 miliardi concentrati in pochi mesi su questa zona per scelte fatte dall’Amministrazione e non da noi. Di che cosa avremmo dovuto occuparci? Dell’acquisto della cancelleria comunale? In questo numero ci occupiamo di altri problemi e, per il futuro, abbiamo qualche altra sorpresa.

 


 

 

Mettano mano al portafoglio…

(…al loro s’intende)

 

Negli ultimi mesi il Sindaco e la sua maggioranza hanno pubblicato nell’ordine:

  1. Una lettera aperta, stampata e distribuita a spese del Comune, cioè a spese nostre, in cui con il pretesto di comunicare delle informazioni alla popolazione hanno pubblicamente attaccato un Consigliere regionale. Ora, il Sindaco è libero di attaccare chi vuole e come vuole, ma, per una questione di correttezza, è pregato di farlo con i soldi suoi e non con i soldi di tutti i cittadini. Faccia tutte le polemiche di questo mondo, ma le faccia a spese sue e non a spese dei cittadini.
  2. Un manifesto, con tanto di intestazione del Comune di Roveredo, stampato ed affisso a spese del Comune, cioè a spese nostre, in cui, facendo un legittimo discorso di parte, e con toni piuttosto accesi, il Sindaco contesta la decisione della Provincia e fa alcune affermazioni politiche di parte su questa decisione. Ora, il Sindaco a tutto il diritto di esprimere la sua opinione di parte, sarebbe bene però che non lo facesse a spese dei cittadini, ma a spese sue.
  3. Un manifesto, con tanto di intestazione del Comune, stampato ed affisso a spese del Comune, cioè a spese nostre, per convocare un’assemblea, in cui con la scusa d’illustrare le opere pubbliche, l’Amministrazione ha finito in realtà per attaccare ed insultare il Delfino ed esponenti del Delfino sulla questione Runces. E tutto questo non ha niente a che fare con informazioni ufficiali alla popolazione. Ora il Sindaco e la sua maggioranza hanno tutto il diritto di attaccare il Delfino, sarebbe bene però che, per farlo, convocassero le assemblee a spese loro e non a spese dei cittadini.

Il Delfino paga sempre di tasca propria i volantini ed anche l’affitto della sala per le sue assemblee. Poiché il Comune e le casse comunali non sono “cosa loro”, ma proprietà di tutti, sarebbe opportuno non confondere le cose e tenere separate le casse. Le polemiche di p<arte e, soprattutto, gli insulti si fanno a spese proprie. Ci attendiamo quindi , che il Sindaco e la sua Maggioranza restituiscano i soldi spesi alla casse comunali. Rimaniamo in fiduciosa attesa.

 


 

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