Anno 1, EDIZIONE STRAORDINARIA, Novembre 2000


In questo numero:



CIRCONVALLAZIONE RUNCES
I CITTADINI HANNO VINTO…
…TUTTA ROVEREDO HA VINTO

 


Il Buonsenso e la Ragione hanno sconfitto l’arroganza del potere. La Provincia approva, su richiesta del DELFINO, un Ordine del Giorno che boccia gli allacciamenti con le provinciali. Via Runces non potrà diventare una circonvallazione.

 

 

Il primo passo, fondamentale per bloccare l’assurdo progetto voluto
dal Vicesindaco e dal Sindaco, è stato compiuto.

 

Ora gli sarà difficile far diventare via Runces una CIRCONVALLAZIONE.
Via Runces dovrà rimanere una strada residenziale.

 

Nei mesi scorsi il gruppo del Delfino ha portato all’attenzione dei cittadini il progetto dell’Amministrazione di costruire una CIRCONVALLAZIONE sul tracciato dell’attuale via Runces, piazzando quindi una strada a grande traffico in mezzo ad una tranquilla zona residenziale. Il nostro lavoro di informazione ha fatto si che una grossa parte della popolazione manifestasse la propria contrarietà a questo progetto, prendendo parte a pubbliche assemblee e a Consigli Comunali indetti dal DELFINO. Non solo, circa 500 cittadini hanno apposto la loro firma sotto una petizione in cui si chiedeva all’Amministrazione di rinunciare a questo inutile e costoso progetto. Nei modi che tutti conoscete e nel più totale disprezzo della volontà dei cittadini, il Vicesindaco ed il Sindaco hanno prima tentato di contrabbandare la CIRCONVALLAZIONE per una strada residenziale e poi hanno bocciato un ordine del giorno del DELFINO tendente a farla effettivamente diventare una strada residenziale, bloccando gli allacciamenti alle provinciali di via Pionieri dell’Aria e di via IV Novembre. Erano a questo punto convinti di aver chiuso la partita e di aver fatto prevalere la loro volontà, ed , infatti, il Sindaco aveva dichiarato alla stampa che sul problema di via Runces era stata messa sopra una pietra. Per completare la beffa ai cittadini, lui e la sua giunta avevano poi deliberato di cambiare nome al progetto, togliendo la parola CIRCONVALLAZIONE dall’intestazione.
Ma, come dice il proverbio, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Il DELFINO, come promesso, ha continuato la battaglia, ha spiegato la situazione al Consiglio Provinciale di Pordenone, che ha la facoltà di decidere gli allacciamenti alle suddette strade provinciali, ha chiesto che il Consiglio Provinciale approvasse un Ordine del giorno, tendente ad escludere questi allacciamenti, che avrebbero trasformato via Runces in una CIRCONVALLAZIONE e, potenza del BUONSENSO e della RAGIONE, il Consiglio Provinciale, comprese le ragioni dei cittadini, l’inutilità del progetto dell’Amministrazione di Roveredo, l’importanza della tutela della salute dei Roveredani, ha approvato l’ORDINE del GIORNO, richiesto dal DELFINO.
In altre parole il Consiglio Provinciale di Pordenone, si è impegnato a non concedere al Comune di Roveredo gli allacciamenti alle provinciali di via IV Novembre e via Pionieri dell’Aria.
Finché questi allacciamenti non verranno concessi via Runces rimarrà effettivamente una strada residenziale.
Il DELFINO vigilerà affinché non vengano mai concessi.
Riteniamo a questo punto doveroso ringraziare tutti i Consiglieri provinciali dei partiti della Casa delle Libertà e la Giunta che hanno votato l’Ordine del Giorno in questione, sancendo il principio democratico del rispetto della volontà popolare.
Ed in particolar modo, ringraziamo i Consiglieri provinciali CIRIANI Alessandro (AN), primo firmatario, ed efficace relatore, PICCININ Alvaro (FI) e VIGNANDO Luciano (FI), che hanno con grande sensibilità politica presentato l’Ordine del Giorno al Consiglio Provinciale.
Il primo stop a questo assurdo progetto è stato posto, ora dovremo continuare ad occuparci di questo problema per risolvere in modo soddisfacente per tutta la popolazione il problema del traffico, e per evitare colpi di coda dell’Amministrazione.
Via Runces deve rimanere una strada residenziale, ed il progetto dell’Amministrazione deve essere rivisto e ridimensionato, nel rispetto degli interessi dei cittadini.
Il Sindaco e la sua maggioranza ne prendano nota.

 

 

Cronaca di una battaglia che ha visto i cittadini di Roveredo protagonisti e vincenti.

 

Ve lo avevamo detto: una partecipazione numerosa e la ferma convinzione della necessità di tutelare i propri giusti interessi avrebbero dato i loro frutti. E così è stato.
Non è vero che è inutile occuparsi di “politica”, perché tanto i politici fanno quello che vogliono. Se serviva una smentita a questo luogo comune, la vicenda Runces l’ha data.
E non è la prima volta.
Molti di voi ricorderanno che già nella battaglia per la discarica ex-Merfin, promossa dal Comitato Antidiscarica, a cui il DELFINO ha dato un contributo determinante, questa Amministrazione con questo Vicesindaco e con questo Sindaco- ha subito una pesante sconfitta.
L’arroganza di chi voleva rifilare una discarica di rifiuti solidi urbani sotto le finestre di casa ha trovato nella mobilitazione dei cittadini una barriera insuperabile.
Ora, per la seconda volta nel giro di pochi mesi, un pazzesco progetto che prevedeva la costruzione di una circonvallazione in mezzo ad una zona residenziale, è stato bloccato dalla ferma determinazione dei cittadini.
Per ben due volte in pochi mesi questi Amministratori hanno tentato di far passare dei progetti antipopolari e sono stati bloccati dai cittadini.
Una sola lezione possiamo trarre da questi episodi: quando i cittadini si interessano direttamente delle questioni che li riguardano anche l’arroganza del potere può essere sconfitta.
Desideriamo sottolineare ancora una volta, questa non è la vittoria di un gruppo politico, ma è una vittoria dei cittadini, di tutti i cittadini di Roveredo, anche di quelli di via XX Settembre, che l’amministrazione aveva maldestramente tentato di usare contro quelli di via Runces.
Il Gruppo del DELFINO in tutta questa operazione ha costituito solo il punto di aggregazione della protesta dei cittadini, dimostrando che la partecipazione è democrazia, e la democrazia è la volontà della popolazione e non di un pugno di amministratori, che si ritengono al di sopra degli interessi dei loro amministrati.
Lo abbiamo sempre affermato e scritto: il DELFINO è composto di normali cittadini di Roveredo, iscritti e non iscritti ai partiti, che vogliono occuparsi dei problemi che li riguardano, perché a Roveredo ci vivono, ci lavorano e vi allevano i propri figli. Non siamo politicanti da strapazzo, non abbiamo ambizioni di carrierismo politico, usiamo il nostro tempo libero per occuparci dei problemi di Roveredo, paghiamo di tasca nostra e non siamo condizionabili da nessun potentato politico od economico. Siamo un gruppo numeroso, ma siamo sempre alla ricerca di altre persone che si vogliono aggregare per darci una mano, convinti che quando i cittadini si occupano dei loro problemi, i problemi possono essere risolti.
Vi rinnoviamo quindi da questa pagine, soprattutto dopo questa ulteriore interessante esperienza, l’invito a partecipare attivamente ai lavori del gruppo, convinti che più teste pensano e meglio è. Come si può leggere sulla testata del Notiziario il nostro motto è:


“Un Paese a misura d’uomo”
E’ il nostro programma, se volete può diventare anche il vostro.
Contattateci, i vostri problemi sono probabilmente anche i nostri: insieme possiamo risolverli.

 


 

Potremmo avere un parco…
… avremo altro cemento

 

A destra di via Runces, di fronte all’attuale zona residenziale, il Comune di Roveredo è proprietario di un terreno di circa 10.000 metro quadrati, circondato per due lati da terreni agricoli, noto come l’area dell’ex “vivaio”. E’ un terreno posto in zona tranquilla, immerso nel verde, adiacente ad una zona residenziale, vicino alle scuole e agli impianti sportivi del paese. Avrebbe insomma tutte le caratteristiche per trasformarlo in un bel parco pubblico, al servizio dei cittadini. E’ già di proprietà comunale, non sarebbe quindi necessario comperarlo e, se si volesse ampliarlo i terreni circostanti lo permetterebbero. Ed anche pagandoli adeguatamente non peserebbero in modo grave sul bilancio comunale.
Una posizione ed un’occasione ideale per dare al paese un parco degno di questo nome, cosa che a Roveredo non esiste. Vi potrebbero trovar posto giochi per bambini, sentieri per le passeggiate degli anziani, alberi e panchine e con un po’ di fantasia una serie di attrezzature in legno per gli esercizi ginnici all’aperto, dove vengono comunemente chiamati percorsi vita. Potrebbe essere a basso costo una bella soluzione per la popolazione e per il paese. Con poca spesa potremmo avere un parco di 10 o ventimila metri quadrati, come tantissimi paesi in giro per il mondo civile hanno.
Un’amministrazione dotata di intelligenza e capacità amministrativa, attenta all’ambiente ed alle necessità della popolazione, non avrebbe alcuna esitazione e studiare e ad attuare un progetto del genere.
Ma a Roveredo, amministra, forse da troppi anni, la Giunta Liva – Del Piero, e queste idee, questi progetti non hanno certamente modo di germogliare e crescere. La Giunta Liva – Del Piero ha deciso che su quest’area dovranno sorgere delle abitazioni d’edilizia agevolata, che tradotta in parole povere, altro non sarebbero che “case popolari”. Per ben due volte in Consiglio Comunale, nell’Ottobre 1999 e nel Settembre 2000 il DELFINO ha chiesto delucidazioni su questo progetto: Le risposte del Vicesindaco sono sempre state talmente vaghe ed inconcludenti, che riteniamo inutile riportarle. A quel che dicono ufficialmente sembra che neanche loro sappiano bene cosa fare su quast’area.
Una certezza però c’è: vi sorgeranno delle costruzioni, ed il cemento coprirà i prati.
Un parco di sicuro non ce lo faranno.
Nell’ottobre del 1999 avevamo chiesto con un comunicato stampa che sull’uso di questi terreni si discutesse pubblicamente in Consiglio Comunale. Non abbiamo naturalmente ricevuta alcuna risposta. Lo chiediamo nuovamente e pubblicamente ora: si chieda alla popolazione se quell’area debba essere destinata alla cementificazione o ad un parco pubblico. Che sia la popolazione di Roveredo a decidere se vuole le “case popolari” o un giardino pubblico e non, come d’uso i “soliti noti”. Questo si chiama esercizio della democrazia.

 


 

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