Anno 1, nr. 1, Ottobre 2000


In questo numero:


 


Il mercato del Giovedì a Roveredo

 

Uno spostamento assurdo, che la popolazione non vuole, ma che Sindaco e Vice impongono testardamente

 

Il Gruppo del Delfino ha presentato il seguente Ordine del giorno al Consiglio Comunale del 29 Settembre:

“In seguito allo spostamento del mercato del giovedì, voluto e perseguito da questa Amministrazione, il Gruppo Consiliare del BUONGOVERNO-DELFINO tenuto conto del fatto:

chiede

facendosi interprete dei desideri e delle richieste della popolazione, in base a parecchie segnalazioni pervenutegli dai cittadini, che, con effetto immediato, il mercato del giovedì venga riportato nell’area originale di fronte al Municipio”.

 

La risposta del Sindaco a questa richiesta è stata la seguente:

- “Mi rifiuto di credere che la popolazione abbia difficoltà oggettive”.

- “Il mercato muore perché i commercianti non sono capaci di vendere”.

- “Il mercato in piazza migliora la situazione”.

- “Le possibilità di parcheggio sono maggiori”.

- “Il mercato è un onere (=costo) per il Comune”.

- “Il mercato rimane in piazza”.

 

Abbiamo riportato tra virgolette le parole esatte pronunciate dal Sindaco; in Comune sono disponibili le registrazioni audio.

Il Sindaco e la sua maggioranza hanno bocciato l’ordine del giorno, ed il mercato continuerà a tenersi in piazza, che i cittadini lo vogliano o no.

Il suo Vice e lui hanno deciso così. Come potete notare anche in questa occasione gli interessi e le richieste della popolazione si sono scontrate con la volontà di questi due Amministratori, che non hanno neanche saputo dare una ragione plausibile di questo spostamento.

A tempo debito saranno chiamati a risponderne.

 


 

Ringraziamenti

 

L’accoglienza riservata al primo numero del Notiziario, ci ha ampiamente ripagato della fatica di farlo e distribuirlo. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno scritto e contattato. Ad alcuni abbiamo potuto rispondere personalmente, per altri non ci è stato possibile farlo e ce ne scusiamo. A tutti desideriamo far sapere che terremo conto delle loro osservazioni e suggerimenti. Preghiamo coloro che ci hanno inviato lettere anonime di firmarle: se richiesto, noi non pubblicheremo i nomi, ma non possiamo dar seguito, per correttezza, a denunce e richieste anonime.

Grazie

 


 


Odori sgradevoli in paese

 

Il Gruppo del Delfino ha presentato il seguente interpellanza:

“Oggetto: presunto inquinamento da fumi di produzione di asfalti.

Parecchi cittadini di Roveredo ci segnalano che, spesso, l’aria del paese è ammorbata da fumi derivanti dalla produzione di asfalti che, oltre ad essere molesti per l’olfatto, potrebbero nascondere pericoli per la salute dei cittadini.

 

Considerando che:

si desidera sapere:

 

RISULTATO:

 

Siamo stati accusati di poca chiarezza e di mancanza di coraggio per non aver fatto il nome dell’azienda. Per ciò che concerne la chiarezza giudichino i cittadini. Il nome dell’azienda, invece, non lo abbiamo fatto consapevolmente per una ragione molto semplice e precisa, ed è la stessa per cui non abbiamo accusato l’azienda di inquinamento. Non si fanno i nomi e non si lanciano accuse se non si hanno dati certi in mano, e noi, per il momento, non li abbiamo. Il Delfino ha sollevato il problema, perché i cittadini glielo hanno chiesto. Riteniamo infatti, che sia necessario stabilire in modo certo, che non c’è alcun pericolo per la salute della popolazione e per l’inquinamento delle falde acquifere, nella più assoluta tutela dell’azienda produttrice. L’Assessore ci ha detto che queste lavorazioni “…non sono oggetto di particolare pericolosità” e che il Comune non ha studi in proposito. Ci ha anche detto che riceverà “gli esiti analitici su emissioni in atmosfera” da parte della società in oggetto. Sospendiamo per il momento la nostra richiesta ed attendiamo questi “esiti analitici”.

Avremo occasione di ritornare su questo tema.

 


 

 

L’acqua a Roveredo

 

La popolazione non può bagnare gli orti ed i giardini.

Il Sindaco e la sua maggioranza minimizzano.

Sentite un po cosa rispondono.

 

La seguente “Mozione di indirizzo” è stata presentata al Consiglio Comunale di Roveredo dal Gruppo del DELFINO, perché venisse approvata:

“Ogg.: acquedotto

Anche quest’anno, come quasi tutti gli anni, un’ordinanza del Sindaco ha proibito l’uso dell’acqua potabile per l’irrigazione dei giardini a Roveredo.

In considerazione del fatto:

Tutto ciò premesso il gruppo Consigliare del BUONGOVERNO-DELFINO chiede:

RISULTATO:

 

La nostra richiesta è stata bocciata dal Sindaco e dalla sua maggioranza sulla base delle seguenti motivazioni: annaffiare dopo le dieci di sera non è un problema per nessuno, ai cittadini vendono già erogati 511.850 metri cubi annui di acqua – più del normale consumo -, se l’erba ingiallisce poi ridiventa verde e, cosa più importante, “l’acquedotto non è una nostra priorità”.

Questo Sindaco ed il suo vice amministrano Roveredo già da 5 anni e, forse, lo amministreranno per altri quattro. L’unica risposta che sanno dare al problema dell’acqua sono le ordinanze che minacciano multe, che poi vengono regolarmente appioppate, ed ora ci vengono a dire che l’acqua non è un problema loro.

Noi sappiamo che il problema dell’acqua non è di facile ed immediata soluzione, ma se non si comincia mai ad affrontarlo seriamente, non potrà mai essere risolto. Eppure ci sarebbero le possibilità per ridurre il disagio della popolazione in estate, senza spendere grandi cifre; basterebbe cominciare a pensarci ed a lavorarci su. Ma, a quanto pare, questa amministrazione preferisce continuare a spendere i nostri soldi in opere inutili.

 

…eppure dovrebbero essere al servizio della popolazione!

 


 

 

Pista ciclabile “Municipio”

 

Non solo inutile, ma anche insicura

 

Nello scorso numero del Notiziario vi avevamo informati sulla realizzazione della pista ciclabile “Municipio”, per la quale sono stati spesi inutilmente 220 milioni delle nostre tasse. Tutti coloro che sono andati a vederla hanno potuto rendersi conto di quanto inutile sia una pista ciclabile, costruita in una strada larga, a traffico limitatissimo, se non inesistente. Ma quest’opera oltre che inutile, è anche insicura, e vi spieghiamo il perché.

Avrete notato che metà della pista è sopraelevata di ca. 15 cm. rispetto al livello stradale. Immaginate ora un ragazzino vivace che la percorra correndo in bicicletta, o due persone che si incrocino: è sufficiente un momento di disattenzione per scivolare giù dalla pista e finire nella strada, sperando che in quel momento non passi un’auto. Ma anche se non passassero auto è molto facile cadere e farsi male, soprattutto, se si ha una certa età ed i riflessi non sono più tanto pronti. Per questo motivo, infatti, in tutti i paesi del mondo le piste ciclabili si costruiscono al livello della sede stradale e non sopraelevate come a Roveredo.

Se prestate attenzione, per ben due volte la pista ciclabile incrocia ed attraversa la strada, e più precisamente in via Carducci ed in via Cojazzi. Ebbene, pensate al solito ragazzino vivace che sbuca all’improvviso dalla pista ciclabile mentre sta sopraggiungendo un’auto, che, nel caso di via Cojazzi non può neanche vederlo a causa delle siepi della scuola. Che cosa succederà a questo ragazzino, o ad un qualsiasi adulto? Ve lo lasciamo immaginare! Per di più, nel momento in cui scriviamo, non c’è neanche un’adeguata segnaletica in loco.

Avete visto dove inizia e dove termina questa pista? Da una parte di fronte al cancello d’entrata (sic !) della Casa per Anziani. Dall’altra di fronte al Municipio; qui il ciclista è costretto ad immettersi direttamente sulla strada (auto in sosta permettendo), ed è un tratto di strada piuttosto trafficato. E, se non vuole o non può finire in strada, può continuare a “biciclettare” sul marciapiede.

Avrete inoltre constatato che una parte della pista corre su preesistenti marciapiedi, mentre in parte i marciapiedi sono stati distrutti per sostituirli con la pista. Ora, teoricamente, i marciapiedi servono per la sicurezza dei pedoni e le piste per quella dei ciclisti. Ma se pedoni e ciclisti percorrono la stessa “pista-marciapiede” dove va a finire la sicurezza? Delle due l’una, o i manufatti debbono rimanere separati per garantire sicurezza a pedoni e ciclisti, o, se possono assolvere contemporaneamente lo stesso scopo, perché si è costruita una pista ciclabile, spendendo soldi, invece di trasformare i marciapiedi già esistenti in pista ciclabile?

In via Carducci la pista forma uno zoccolo di alcuni centimetri rispetto alla sede stradale. Per via Carducci passano molte volte al giorno le ambulanze con gli anziani della Casa di cura, che vengono così costretti a saltellare e ballonzolare perché qualcuno non ha pensato di eliminare questo inutile zoccolo e di ripristinare il manto stradale che è tutto montagnole e cunette, per non dire buche, dopo gli ultimi lavori eseguiti. Certo che li viziano questi anziani! Dopo il Centro Polifunzionale con gli inevitabili disturbi che creerà, han pensato bene di regalargli anche le “montagne russe”.

Conclusione: questa pista, come avevamo già segnalato, è inutile, i 220 milioni spesi sono stati sprecati; l’avessero almeno fatta come Dio comanda. A quanto pare non sono riusciti a fare neanche questo, e non è la prima volta, sono, infatti, recidivi. Ricorderete tutti i marciapiedi preelettorali di via XX Settembre, quelli, per intenderci con il palo in mezzo, che secondo il nostro Sindaco sono stati fatti a regola d’arte, ma che non permettono ad una persona di passare con l’ombrello aperto, o con un bambino per mano.

Ora anche noi ci facciamo le vostre stesse domande: ma questi signori li guardano i progetti prima di approvarli? Fanno dei sopralluoghi prima di iniziare i lavori? Controllano i lavori in corso d’opera? E se fanno tutte queste cose, come fanno a non accorgersi di queste evidenti e palesi “castronerie”? Di che competenze e capacità amministrative dispongono? Chi pagherà?

Post Scriptum: stiamo ancora aspettando di sapere perché in via XX Settembre, strada notoriamente pericolosa, sono stati fatti i parcheggi e non la pista ciclabile, li, sì veramente utile.

Che ne dice signor Sindaco, avremo una risposta a questa domanda?

 


 

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